Lavori utili per gli “ospitati” Da don Bedin a Chicco Testa
Da don Domenico Bedin a Chicco Testa. A quanto pare l’idea di offrire ai profughi e richiedenti asilo un’occupazione basata sull’esecuzione di attività di pubblica utilità inizia a far proseliti in...
Da don Domenico Bedin a Chicco Testa. A quanto pare l’idea di offrire ai profughi e richiedenti asilo un’occupazione basata sull’esecuzione di attività di pubblica utilità inizia a far proseliti in un pezzo d’Italia. Era stato il sacerdote ferrarese, attivissimo nel campo dell’accoglienza, a scrivere in un commento inviato alla “Nuova” che sarebbe giusto dire ai profughi, fin dal momento dello sbarco, «che il denaro che lo Stato eroga (anche se proviene da fondi europei) va guadagnato con il proprio lavoro e che per questo si trovino attività vere di impiego in settori di valore sociale che arricchiscano le località che ospitano (penso ad esempio a tutte le panchine che nel comune di Ferrara sarebbero da risistemare)». Una posizione non isolata che compare spesso nelle interviste concesse da chi abita nei pressi dei centri in cui vivono rifugiati. E condivisa anche da alcuni amministratori pubblici, come i sindaci di Masi Torello e Voghiera, Riccardo Bizzarri ed Elisa Trombin. Parole ripetute sul Corriere della Sera dal manager ed ex deputato di sinistra Chicco Testa commentando l’arrivo atteso di 50 profughi a Capalbio (Gr).
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