Cassa integrazione, segnali di crisi
La ripresa stenta a decollare: nel primo semestre 2016 autorizzate 2,3 milioni di ore di Cig ordinaria
A Ferrara ri-esplode la cassa integrazione. È il dato che esce dal confronto tra il primo semestre 2016 e lo stesso periodo dell'anno scorso, quindi un periodo lungo che testimonia il forte colpo di coda della crisi e della stagnazione che sta investendo colonne portanti del nostro apparato produttivo, a partire dalla Vm; il dato più pesante, oltrettutto, è proprio quello di maggio. Nei primi sei mesi 2016 sono state autorizzate in provincia di Ferrara quasi 2,3 milioni di ore di Cig ordinaria, oltre 1 milione di straordinaria e 172mila ore di Cassa in deroga, per un totale di 3,4 milioni di ore. L'incremento totale rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso è del 253,9%, concentrato soprattutto nel comparto ordinario (la deroga è in calo). Si tratta del terzo peggior saldo a livello nazionale, secondo i conteggio del servizio politiche del lavoro della Uil nazionale usciti qualche mese fa, e che trovano conferma nei dati dell'osservatorio dell'economia pubblicati dalla Camera di Commercio di Ferrara aggiornati a giugno 2016. Camera di Commercio parla di circa 406mila ore di ordinaria (+92,2%) di circa 356mila ore (+62,4%) e di 165mila ore in deroga (+490%) richieste solo nel periodo gennaio-aprile 2016.
Preoccupa, in quest'ottica, sempre secondo la Uil , l'ultimo dato disponibile, cioè la variazione maggio-giugno 2016. Anche in questo caso l'aumento delle richieste nel Ferrarese è tra più consistenti a livello nazionale.
Per Roberto Bonora, direttore generale di Unindustria Ferrara, «questi dati dicono che siamo ancora lontani da una vera e propria ripresa così come era stato previsto nei mesi scorsi. Ferrara, che già mostrava criticità nel proprio tessuto produttivo in periodo non sospetti, non è comunque diversa dal resto della regione e sconta tutti i problemi del mercato globale e le tensioni politiche mondiali che bloccano lo sviluppo. Noi facciamo la nostra parte, cercando di essere competitivi, spronando gli enti pubblici ad investire nelle opere pubbliche (cispadana e romea) e chiedendo una politica fiscale da parte degli enti locali non sostitutiva di quella nazionale».
Per Cristiano Zagatti, segretario generale provinciale della Cgil, ci si deve interrogare seriamente sulle "anomalie" che caratterizzano il mondo del lavoro a Ferrara. «Preso atto - continua Zagatti - che le difficoltà prodotte dalla crisi arrivano anche da lontano ci si chiede perché nella nostra provincia le reazioni sono sempre opposte a quelle delle altre province. Quando la crisi arriva a lambire nuovi settori, Ferrara è in prima fila a subirne i contraccolpi mentre quando la crisi sembra passare, la nostra provincia è l'ultima a reagire».
Le perplessità del segretario della Cgil riguardano quindi l'approccio imprenditoriale del tessuto ferrarese. Sono stati fatti i famosi investimenti in ricerca e sviluppo? - si chiede Zagatti - Ferrara è capace di ottimizzare i fondi europei destinati alla crescita produttiva? Vogliamo parlare del tema mercato del lavoro dopo l'introduzione dei Vaucer? ».
«Quando si analizzano i dati sulla Cassa Integrazione, bisogna sempre tener conto che sono influenzati dai tempi con cui le ore vengono autorizzate alle aziende che ne fanno richiesta, che potrebbero produrre qualche piccola distorsione - ci spiega Alessandro Fortini di Cna Imprese - mentre se guardiamo alcuni dati relativi al saldo positivo delle aperture di nuove imprese artigiane forse il futuro non è così negativo come potrebbe sembrare. Noi continueremo la nostra azione nell'ottica di sollevare le imprese dai costi della burocrazia e spingiamo per l'innovazione. I risultati positivi arriveranno».
Lauro Casoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
