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Ferrara, case ai richiedenti asilo: la Lega ‘avvisa’ i privati

Stefano Ciervo
Ferrara, case ai richiedenti asilo: la Lega ‘avvisa’ i privati

Bergamini, sindaco di Bondeno: chi affitta trattato da traditore. Lodi: non avranno pace. Sit-in del Carroccio lunedì in Prefettura. Calvano (Pd): rispettare la Costituzione

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FERRARA. La Lega Nord va allo scontro frontale con il prefetto Michele Tortora, contestando in ogni modo la decisione di rivolgersi ai privati per l’accoglienza dei profughi e “avvisando” gli eventuali interessati. Il sindaco di Bondeno, il leghista Fabio Bergamini, ha dato mandato ai suoi uffici di cancellare dall’albo pretorio del Comune l’avviso di manifestazione d’interesse inoltrato dalla Prefettura, che aveva chiesto di darne «massima diffusione».

I tempi tecnici sono di 24 ore, e ieri l’avviso, datato 17 agosto per effetto del caricamento automatico, in effetti c’era ancora. «È partita l’operazione-dissenso, più che un gesto di disobbedienza - ha detto Bergamini - il nostro è un gesto di civiltà. Vogliamo impedire allo Stato di spezzare il legame di solidarietà tra terremotati e amministrazione, non lasceremo che qualche privato si arricchisca alle spalle delle 634 persone ancora fuori dalle loro abitazioni originarie». Chi affitta sarà «giudicato, e trattato, alla stregua di un traditore della nostra comunità». La richiesta della Prefettura in verità sta ricevendo trattamenti differenziati: ieri sul sito di Cento, altro Comune “riottoso” nei confronti dei profughi, l’avviso c’era, in quello di Ferrara, ad esempio, no.

A Bergamini ha risposto subito Paolo Calvano, segretario regionale Pd, secondo il quale il sindaco di Bondeno sta tradendo le leggi su cui ha giurato. «Fabio, quando sei diventato primo cittadino hai giurato fedeltà alla Costituzione e ti sei impegnato al rispetto delle leggi - ha scritto Calvano - Sarebbe bene, prima di tacciare gli altri di tradimento, rimanere fedele a quale giuramento. Da chi li farai eventualmente giudicare i tuoi concittadini? Da un gran giurì vestito di verde? E dopo averli giudicati da chi li farai “trattare”? Da un tuo esercito e da tuoi carcerieri costituiti ad hoc?».

La seconda bordata leghista l’ha sparata nel pomeriggio Nicola Lodi, che già mercoledì aveva invitato a stracciare i moduli e postare il video sul web. Ieri ha minacciato di occupare stabili pubblici eventualmente destinati ai profughi, e anche lui “avvisato” i privati: «Faremo azioni legali, ma forti, in modo che questi irresponsabili capiscano che la loro azione è solamente complicità in affari e se le assumeranno le responsabilità, di certo non avranno pace, cittadini privati che fanno business con cooperative meritano che il loro bene venga espropriato e dato a cittadini italiani bisognosi». La Lega ha anche organizzato un sit-in di fronte alla Prefettura per lunedì alle 19.30, per chiedere «lo stop definitivo» degli arrivi, invitando anche i sindaci.

 

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