Prove di ospitalità, i privati cominciano a muoversi
Alcuni hanno solo richiesto informazioni e ritirato il modulo, depositata una manifestazione di interesse
Qualche richiesta di informazioni, un modulo compilato e restituito alla Prefettura. L’avviso pubblico rivolto ai privati che volessero “candidarsi” a mettere a disposizione una o più case ai richiedenti asilo ieri ha mosso i primi passi, in gran parte interlocutorio. La prima mattinata all’indomani nella messa online del modulo sul sito della Prefettura, è trascorsa in verità senza troppo trambusto. Tre persone si sono limitate a chiedere informazioni, alcuni hanno ritirato il modulo direttamente dagli uffici di corso Ercole I d’Este perché impossibilitati a farlo direttamente online. Una quarta persona, l’unica nel corso della mattina di ieri, ha invece compilato il modulo con quale esprime la propria manifestazione di interesse per affittare un proprio immobile da destinare al servizio di accoglienza stranieri. Oltre ai propri dati anagrafici, nel modulo vanno indicate le caratteristiche della casa: l’indirizzo, la superficie in metri quadrati, la capacità ricettiva stimata, il numero dei bagni (minimo uno ogni sette persone) e la proprietà, specificando inoltre se si tratta di una casa ammobiliata o meno. Il modulo comprende inoltre un’autodichiarazione circa la legittimità degli immobili sotto il profilo urbanistico-edilizio e dell’agibilità e la conformità della destinazione d'uso agli scopi previsti dall'avviso della Prefettura, nonché la conformità degli impianti rispetto alle norme. La decisione del Prefetto Michele Tortora di rivolgersi ai privati è stata resa nota il 5 agosto, sulla scia delle polemiche innescate dal forzato dietro-front di Gaibanella e la decadenza della convenzione fra Camelot e gli affittuari di una porzione di Villa Modoni, a causa del pignoramento di quella parte di immobile. Un pasticcio che non solo ha vanificato la possibilità di accogliere una trentina di nuovi richiedenti asilo, ma ha indotto il sindaco Tagliani ad annunciare il suo rifiuto a rinnovare la convenzione con la Prefettura per l’affidamento del servizio di accoglienza all’Asp.
Da qui la necessità di correre ai ripari, cercando soluzioni alternative. Per aderire c’è tempo fino al 15 settembre, ma il termine potrebbe essere prolungato. Le manifestazioni di interesse vanno recapitate alla Prefettura tramite mail (ammincontabile.pref_ferrara@interno.it) o per posta cartacea (tramite servizio postale o consegna a mano) all'indirizzo "Prefettura Utg di Ferrara - Area Libertà Civili e Immigrazione, C.so Ercole D'Este 16 44121 Ferrara".
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