Giuseppino, una vita in batana tra i canali di Comacchio
COMACCHIO. Da oltre 30 anni Giuseppino Tomasi trasporta in batana i turisti lungo un percorso di grande fascino, tra i canali del centro storico. «Da una vita veniamo in vacanza al Lido di Pomposa...
COMACCHIO. Da oltre 30 anni Giuseppino Tomasi trasporta in batana i turisti lungo un percorso di grande fascino, tra i canali del centro storico.
«Da una vita veniamo in vacanza al Lido di Pomposa – commenta Luciano Marangon di Treviso, mentre si accinge a salire sulla barca con moglie e nipotini – e ad accoglierci c’è sempre questo signore. Merita un riconoscimento per i tanti anni di volontariato tra i canali». Decidiamo di avventurarci allora con Tomasi per scoprire il centro storico di Comacchio, osservato mentre la batana avanza nell’acqua tra una paradellata e l’altra. «Solo in valle Fattibello, sino agli anni ’60 si poteva andare liberamente con la fiocina a catturare le anguille – spiega Tomasi - Una volta diventare fiocinini era una scelta dettata dalla fame e dalla povertà».
Attraversato il ponte degli Sbirri, inizia il racconto di quando ai andava a gavantìe, in cerca di anguille di giorno o col lumèn di notte, ma con entrambe le tecniche i fiocinini erano infallibili, «perché sapevano leggere il fondale della valle - ricorda Tomasi – come un libro aperto».
Le anguille hanno procacciato sostentamento ad intere famiglie e generazioni di comacchiesi, ma la cattura era vietata oltre i confini della valle Fattibello e per contrastare il bracconaggio, «le guardie andavano fino a casa – racconta Tomasi – per fare controlli anche sulle barche. Anche solo per la lunghezza superiore ai 6 metri, venivano tagliate per punizione».
Tomasi poi, con grande padronanza della materia, illustra in sintesi la storia di Palazzo Bellini, dell’ex-ospedale settecentesco degli Infermi e dei ponti in cotto d’Istria che abbelliscono il quartiere San Pietro. «Sì è vero, da più di 30 anni faccio il barcaiolo – annuisce timidamente Tomasi – ed è per me una soddisfazione vedere il volto dei turisti illuminarsi, quando racconto la storia di Comacchio e dei suoi monumenti».
Da un paio di anni, vale a dire da quando l’associazione culturale “Marasue” ha assunto la gestione delle escursioni in barca nei canali interni al centro storico, Giuseppino Tomasi si è unito ai giovani, per trasmettere loro i segreti del barcaiolo e le conoscenze di una vita. «Sto bene con i ragazzi e mi riempie il cuore vedere i turisti contenti dopo un giro in barca – commenta Tomasi - Abbiamo anche frequentato un corso per dare informazioni turistiche. Ai giovani comunque dico sempre che un comacchiese per fare il barcaiolo deve sempre avere il battesimo dell’acqua».
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
