Il consorzio è nato nel 2000 per avere il Dop
Un grande strumento di unione del territorio. Il Cda è composto da nove membri
Il Consorzio nasce nel 2000 con lo scopo di ottenere la certificazione D.O.P. Nei cinque anni precedenti, era stato sviluppato il progetto Aglio di Voghiera, grazie all’intuizione dell’ex sindaco Neda Barbieri incuriosita da un mediatore agricolo, che affermò nella percentuale del 60% la produzione di aglio a livello provinciale proveniente dal territorio voghierese.
Ricerche in Camera di Commercio confermarono la tradizione. Fu organizzato un convegno con presenza del professor Ottolini, luminare del settore che aveva creato il marchio dell’omonimo aglio piacentino più famoso della regione. Riunioni, incontri, discussioni e la prima fiera nel 1997: tre anni dopo, produttori e amministratori capiscono di poter avere un marchio europeo grazie al professor Brandolini dell’Università di Ferrara, ma solo con un consorzio di produttori ed avendo tre elementi: caratteristiche diverse dagli altri, una storia sul territorio di almeno 150 anni e una tradizione tipica della prodizione. Il compianto Ottorino Bacilieri preparò e presentò la relazione storica, mentre l’Università di Ferrara mappò il profilo genetico, campionando anche l’aglio cinese e spagnolo.
Nel 2007, arrivò la D.O.P. provvisoria e nel 2010 quella definitiva. La produzione è passata da 35 ettari iniziali agli attuali 120. Il Consorzio ha sviluppato un lavoro sul terreno insieme al marketing, con presenza a fiera nazionali ed internazionali, progetti culinari italiani con Gambero Rosso e Master Chef (dove in un puntata della sesta edizione è stata preparata una ricetta con Aglio di Voghiera), approfondimenti con Alice Tv, Fruttandel e Corriere Ortofrutticolo. Conta 42 aziende socie iscritte, tra produttori e confezionatori. Il Consiglio di amministrazione, carica volontaria, ha nove membri tutti agricoltori: presidente Barbieri, vice Alessandro Benini, consiglieri Luca Colombarini, Evangelisti, Michele Gerin, Emanuele Coletti, Simona Bacilieri, Monia Dalla Libera, Raffaele Lambertini.
«È stato – dice il presidente Barbieri – un grande strumento di unione del territorio, anche se ora ha perso un po’ di poesia». (e.m.)
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