La Nuova Ferrara

Ferrara

i confini naturali

L’area di coltivazione coinvolge altri Comuni

Il disciplinare D.O.P. europeo contrassegna il territorio in cui svolgere tutte le azioni legate all’Aglio di Voghiera: produzione, essiccazione, conservazione, confezionamento. Al di fuori dell’area...

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Il disciplinare D.O.P. europeo contrassegna il territorio in cui svolgere tutte le azioni legate all’Aglio di Voghiera: produzione, essiccazione, conservazione, confezionamento.

Al di fuori dell’area, non rappresenta più Aglio di Voghiera D.O.P. I confini sono naturali, delineati dalla Comunità Europea, vanno oltre il territorio comunale voghierese: la maggior parte del territorio di Masi Torello, la parte alta di Portomaggiore (Runco, Quartiere e Gambulaga), la parte bassa di Ferrara (Cona, Codrea, Gaibana e Gaibanella), la parte alta di Argenta (San Nicolò fino ad Ospital Monacale). E’ una zona definita dalle vecchie strade, caratterizzata dall’altezza e dal terreno alluvionale. Durante la definizione, furono fatti carotaggi al terreno per dargli omogeneità.

I periodi di semina e raccolta sono: dal 15 settembre al 30 novembre e dal 15 giugno al 31 luglio. L’essiccazione può avvenire in due modi: al sole senza tenerlo per periodi prolungati con successiva aria naturale in magazzino; forzata con due ventole da una parte e dell’altra per 72 ore all’interno di 20 giorni. Nel corso dell’inverno, è messo in celle frigorifere a meno quattro. Tolta l’umidità, viene confezionato in appositi retini, etichettato e inviato al consumatore finale. Un ettaro di terreno D.O.P. ha investimento pari a 9 mila euro e una resa media di 4/5 mila euro. Nessun prodotto della terra porta ad un guadagno tanto alto.

Le campagne di Voghiera e dintorni hanno quindi un vero tesoro da coltivare, per un bene prezioso che è diventato una vera eccellenza dei prodotti ferraresi. (e.m.)

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