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Salvini plaude Bondeno:#iostoconfabio

Salvini plaude Bondeno:#iostoconfabio

Profughi, anche l’ex ministro Maroni condivide la “ribellione” matildea. Calvano (Pd): senza coscienza per un pugno di voti

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La ribellione del sindaco di Bondeno alla prefettura di Ferrara è diventata un hashtag. A lanciare #iostoconfabio, con un posti su facebook, è stato il leader della Lega Nord Matteo Salvini, e la contrapposizione tra richiedenti asilo e terremotati è balzata alla ribalta nazionale. Bergamini ha deciso di censurare l’avviso della prefettura per l’accoglienza ai migranti, bollando poi come “traditori” i cittadini matildei che risponderanno mettendo a disposizione alloggi in cui ospitare i profughi.

Sul suo profilo Facebook il segretario del Carroccio esalta la decisione del primo cittadino riportando anche le parole con cui Bergamini ha annunciato la sua “disobbedienza”: «il mio è un gesto di civiltà, ci sono ancora 634 terremotati fuori dalle loro case».

«Bravo! Alla faccia dei Renzi e delle Boldrine di turno...», è il commento di Salvini, che dunque «sta con fabio» e invita il popolo dei suoi follower a fare altrettanto. Quattro ore dopo il post di Salvini, su twitter l’hashtag #iostoconfabio era stato ripreso da una decina di “cinguettii”, ma nel frattempo anche l’ex ministro leghista Maroni, che nel 2011 bollava come «ingiustificabile» il rifiuto ad accogliere «profughi e clandestini» si schierava dalla parte di Bergamini.

Al Meeting di Rimini, il presidente della Regione Lombardia ha dichiarato di «condividere in pieno quello che ha detto e fatto» il sindaco di Bondeno. «Il sindaco - ha spiegato al riguardo - deve avere i poteri. Io da ministro dell'Interno avevo dato i poteri ai sindaci per la sicurezza urbana. Quel decreto - ha argomentato - poi venne cancellato ma il principio è che il sindaco deve poter governare il suo territorio sennò - ha concluso - è inutile che faccia il sindaco». Gli fa eco il consigliere regionale leghista Alan Fabbri, predecessore di Bergamini nel Municipio matildeo: «Un sindaco deve difendere la sua gente, non fare l’agente immobiliare per i clandestini». Quindi «totale solidarietà e pieno appoggio alla protesta più che legittima di Bergamini».

Mase per la Lega Bergamini è un esempio da imitare, il segretario regionale Pd Paolo Calvano ribadisce lo stop dei dem. «Mettere insieme terremotati e profughi è un argomento non solo becero, ma inesistente», taglia corto Calvano su facebook. «L’accoglienza di un profugo toglie riparo a un terremotato? No. Coloro che non sono ancora rientrati nelle proprie case, fortunatamente sempre meno, hanno avuto immediatamente sistemazioni alternative in attesa di rientrare nelle loro nuove e più sicure abitazioni».

Dunque «le politiche di accoglienza sottraggono risorse ai terremotati? No. Le risorse necessarie per la ricostruzione privata, di case e imprese, sono state individuate in toto già nei primi mesi successivi al terremoto, grazie al lavoro del Commissario e della Regione Emilia Romagna, e ora vengono erogate ai privati mano mano che si presentano gli stati di avanzamento lavori, in velocità e trasparenza».

E allora, si chiede Calvano, «perché la Lega mette i profughi che scappano da combattimenti e terrore contro i nostri concittadini terremotati? Perché speculare sulle tragedie di uomini e donne (il sisma da un lato, le guerre dall'altro) può essere utile a guadagnare qualche voto, magari dimenticandosi di avere una coscienza».

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