Bombe carta e slogan carcere ancora nel mirino
Una cinquantina di anarchici in via Arginone per solidarizzare con un detenuto Una decina di botti nel piazzale e musica a tutto volume. Polizia e Vigili mobilitati
FERRARA. Tre ore di musica a tutto volume, messaggi via megafono il cui succo era «libertà dalle galere», diverse bombe carta fatte scoppiare, con un gran botto e un po’ di fumo, nel parcheggio deserto del carcere. È la cronaca della nuova manifestazione che un gruppo di anarchici di diversa provenienza, a partire dal gruppo bolognese, hanno inscenato ieri pomeriggio di fronte ai cancelli di via Arginone.
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«Li abbiamo visti passare a piedi e poi si sono sentiti quei botti, neanche tanti rispetto alle altre volte: finché fanno così...» è il commento di una coppia che risiede a poche decine di metri dal carcere. I manifestanti erano una cinquantina e hanno raggiunto via Arginone con automobili private, parcheggiate a distanza dai cancelli. Avevano preavvertito la Questura delle loro intenzioni, così il servizio d’ordine era schierato: Vigili urbani all’incrocio con via Trenti e con via Pelosa, per dirottare il traffico in caso di situazioni “calde” (non ce n’è stato bisogno) e reparti di Polizia a presidio degli stessi accessi e dell’ingresso del carcere.
I manifestanti protestavano contro l’arresto di Divo (così lo chiamano sul loro sito), un anarchico bloccato a Bologna con l’accusa di possesso di esplosivi, e da poco trasferito in via Arginone. Hanno cominciato poco dopo le 18 e sono andati avanti fino all’imbrunire, senza mai avvicinarsi troppo al carcere e alla polizia, e lanciando in tutto una decina di bombe carta, anche per attirare l’attenzione dei detenuti, pochi dei quali hanno in realtà la possibilità di sentire cosa accade fuori dalle mura. Non ci sono stati momenti di tensione particolare e i gruppi si sono poi sciolti anche prima dell’orario preventivato, ma certo il carcere di via Arginone sembra diventato un obiettivo privilegiato per gli antagonisti, a partire dai No Tav nel febbraio 2014.
Stefano Ciervo
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