Minacce e incendio doloso Nei guai ex dipendente
È accusato di aver dato alle fiamme il furgone del suo datore di lavoro Sul suo cellulare messaggi intimidatori, indaga la polizia di Stato
È accusato di incendio doloso - perché sospettato di aver dato fuoco al furgone del suo ex datore di lavoro - e di minacce, per i messaggi intimidatori trovati sul suo cellulare.
Questi gli sviluppi delle indagini sull’incendio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato in via Modena e che ha distrutto un furgone Daily parcheggiato in un’area di sosta vicino a un negozio di ortofrutta. Poco dopo l’una di notte, in seguito a una segnalazione, erano intervenuti i vigili del fuoco per spegnere le fiamme, e poco dopo era arrivata anche una Volante della polizia di Stato.
Dai primi accertamenti è poi risultato che il furgone, in disuso e privo di batteria, era parcheggiato lì da tempo e risultava appartenere a un tunisino di 37 anni, in regola con il permesso di soggiorno e titolare di un’impresa edile. Il proprietario ha confermato di aver lasciato lui stesso il mezzo in via Modena già da un anno, dopo aver tolto la batteria aggiungendo inoltre, tradendo grande agitazione, di avere forti sospetti su un suo ex dipendente, suo connazionale, che già in passato lo aveva minacciato. Di quest’ultimo, però, è riuscito a fornire solo generalità parziali, e non è stato in grado di indicare con precisione dove abitasse. Durante la stesura del verbale, però, il proprietario ha avuto un concitato scambio di telefonate con l’ex dipendente, gridando che non l’avrebbe passata liscia.
Nel frattempo una pattuglia Volante è riuscita a individuare il sospettato, un tunisino di 36 anni, con precedenti per evasione e ricettazione. Il 20 maggio la Commissione territoriale di Bologna aveva respinto la sua richiesta di asilo, e l’uomo aveva presentato ricorso in Tribunale contro il provvedimento. Portato in Questura (dove peraltro gli sono stati notificati alcuni atti dell’Ufficio immigrazione), il sospettato è stato perquisito: nessuna traccia di armi o di materiale esplosivo, ma il suo cellulare è stato sequestrato per accertamenti sui messaggi di minaccia. La vicenda però presenta ancora diversi aspetti da chiarire, e sono in corso indagini da parte della Squadra mobile.
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