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Baraldi replica sui cimiteri «Già spesi 200mila euro»

Baraldi replica sui cimiteri «Già spesi 200mila euro»

Il vicesindaco di Portomaggiore interviene dopo le segnalazioni di Badolato Problemi nella parte vecchia del camposanto dove ci sono tombe degradate

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PORTOMAGGIORE. L’interrogazione presentata al sindaco dal capogruppo Roberto Badolato sulla situazione di degrado del cimitero di Portomaggiore ha suscitato l’immediata risposta del Comune. Ad approfondire quanto sta avvenendo ci ha infatti pensato il vicesindaco Andrea Baraldi, il quale ha delega proprio ai lavori pubblici. «Ogni anno – spiega Baraldi – spendiamo cifre importanti per la manutenzione straordinaria delle tre strutture, ovvero Portomaggiore, Gambulaga e Ripapersico. Gli investimenti si aggirano tra i 100 e i 200mila euro annui, come da Triennale delle Opere Pubbliche inserito in bilancio. I nostri uffici - dice ancora Baraldi - sono a conoscenza delle zone segnalate dal capogruppo, ma possono essere affrontate solamente per stralci, ovvero quando le risorse vengono stanziate, dando precedenza alle priorità. Quelle parti di cui parla Badolato fanno parte degli interventi programmati. Anche l’Amministrazione è a conoscenza delle difficoltà, ma lavorando poco per volta siamo riusciti a sanare altrettante problematiche. Al momento, non so quali parti saranno oggetto dei prossimi lavori: in consiglio comunale - prosegue il vicesindaco - darò risposta all’interrogazione, dopo aver consultato dirigenti comunali e Secif, ed entrando nel dettaglio degli interventi fissati nei prossimi mesi».

Nell’interrogazione, Badolato fa riferimento anche alla chiesetta ancora in precarie condizioni. «La chiesetta – risponde ancora Baraldi – è stata ristrutturata l’anno scorso e riaperta. Non ho alcuna segnalazione di difficoltà inviatami dalla ditta appaltatrice del cimitero». La questione “tombe” dismesse, invece, risulta essere più complicata ed intricata. «Nella parte vecchia del cimitero ci sono parecchie tombe degradate ma di proprietà privata. Il Comune non può intervenire riprendendo il possesso del terreno. Un tempo, diversamente da oggi, attraverso concessioni temporanee, i terreni erano venduti alle famiglie. Con Secif era stato avviato un lavoro certosino di censimento al fine di individuare gli eredi proprietari delle tombe. La procedura è molto lunga. Trovato l’erede, è necessario inviare raccomandata, alla cui risposta di ricevuta servono altri passaggi».

Enrico Menegatti

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