Ferrara, la Lega: «Proteste ovunque metteranno profughi»
Cavicchi: il parroco li vuole a San Giorgio. Lodi chiede le dimissioni del sindaco Salvini-flash al telefono: cancelleremo i prefetti, primi complici dell’invasione
FERRARA. Un centinaio di persone raccolte dietro due striscioni e qualche cartello, in un corso Ercole d’Este deserto a parte le forze dell’ordine. L’appello della Lega Nord alla protesta contro la politica di accoglienza del prefetto Michele Tortora è stato raccolto dai simpatizzanti, da un paio di associazioni appena nate, Riprendiamoci Ferrara con cartelli tipo “Salva banche e immigrazione, paga sempre pantalone”, e i vivaci Insorgenti vestiti di nero con megafono, trombette e cori in rima; poi c’erano i consiglieri leghisti di Argenta, Cento, Vigarano, Copparo e Portomaggiore, il vicesindaco di Poggio, Andrea Bergami, e i forzisti Matteo Fornasini («qui a titolo personale, mi riconosco nella posizione del sindaco di Cento»), e Cristiano Di Martino.
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L’appello di Tiziano Tagliani alla diserzione dei rappresentanti istituzionali è stato quindi accolto, «pubblicheremo la lettera che ha mandato ai sindaci Pd» ha detto infuriato Nicola Lodi, l’organizzatore. Il sindaco di Ferrara ha catalizzato, più del prefetto assente per ferie, gli strali del leghisti, «in questi mesi abbiamo sempre manifestato senza tirare un pomodoro e lui ci ha dato degli eversivi. Andremo a chiedere sotto lo scalone le sue dimissioni - Lodi in progressione - ha perso il controllo della Gad e sta nel suo ufficio invece di scendere a parlare con la gente. A Gaibanella non c’è nulla e loro volevano portarci 30 immigrati, li abbiamo fermati aiutando il proprietario della villa dove volevano metterli che prima era andata dall’assessore Sapigni, senza esito. Deve dimettersi anche lei, lo chiederemo in consiglio comunale con tutte le opposizioni». Lodi ha poi “interdetto” all’accoglienza anche l’ex caserma di Cisterna del Follo, «ci accamperemo con le tende: e andremo a manifestare di fronte a tutte le strutture per profughi».
Il capogruppo di Ferrara, Giovanni Cavicchi, ha lanciato l’allarme-strutture religiose: «Mi risulta che il parroco di San Giorgio stia sfrattando l’Acli per metterci i rifugiati, e lì vicino ci sono i bambini dell’asilo. Perché la Chiesa non usa il Seminario o ex conventi vuoti?». Marco Pettazzoni, consigliere regionale, ha rispolverato lo slogan bossiano, «padroni a casa nostra».
Alle 20.20 l’atteso collegamento al cellulare con Matteo Salvini: un minuto per tornare a bomba sui prefetti, «sono i primi complici dell’invasione, quando saremo al governo li cancelleremo, devono essere i sindaci a gestire queste cose». Volano gli stracci con Paolo Spath (Fdi), «basta con i suoi giochini, l’unico che manca qui è lui», e per il gesto collettivo di stracciare il modulo per l’accoglienza dei profughi dai privati. «Poi raccogliamo i pezzi» ha promesso Lodi.
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