Glifosato, nessun bando I coltivatori respirano
Per il diserbante solo limitazioni all’impiego pre-raccolta e nelle aree verdi Confagricoltura: no a divieti dai Comuni. Coldiretti: ora intervenire sull’import
Scattano da ieri divieti e limitazioni nell’utilizzo di principi attivi in diserbanti usati da tutti gli agricoltori ferraresi. In particolare, il glifosato (componente del Roundup della Monsanto) è vietato nelle coltivazioni in pre-raccolta «al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura», e in assoluto nei parchi e nei luoghi pubblici frequentati da persone. Il co-formulante ammina di sego polietossilata è invece bandito in combinazione con il glifosato. Si tratta di provvedimenti presi dalla Commissione Ue e subito recepiti dal decreto del ministero della Salute, in attesa del parere definitivo sui rischi per la salute da parte dell’Agenzia chimica europea, che tutto sommato sono accolti positivamente dagli agricoltori, i quali temevano provvedimenti più pesanti. «Il glifosato è indispensabile per le nostre coltivazioni, basti dire che praticamente tutti i coltivatori ferraresi ne fanno uso e non sarebbe possibile sostituirlo se non con prodotti più d’impatto» sottolinea Paolo Cavalcoli, direttore di Confagricoltura. «Ora però occorre adottare coerentemente misure precauzionali sull'ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe come il grano, utilizzato per la pasta, proveniente da Usa e Canada dove viene fatto un uso intensivo del glifosato proprio nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire “artificialmente” un livello proteico elevato» aggiunge la Coldiretti provinciale. Su questa partita si è di fatto scatenata una battaglia economica, in quanto «quasi un pacco di pasta fatto in Italia su cinque è fatto con grano canadese che continua ad essere trattato con glifosato nonostante il divieto imposto in Italia. Il provvedimento del Ministero della Salute - continua la Coldiretti - Il Decreto ministeriale obbliga all’inserimento nella sezione delle prescrizioni supplementari dell’etichetta in caso di impieghi non agricoli, della seguente frase: “divieto, ai fini della protezione delle acque sotterranee, dell’uso non agricolo su: suoli contenenti una percentuale di sabbia superiore all’80%”».
Cosa ci sia in gioco in termini di produzione agricola provinciale lo spiega Cavalcoli: «Il glifosato non ha alternative in particolare per l’agricoltura blu, cioè la semina sul sodo che altera il minimo la sostanza organica presente sul terreno, e per questo è particolarmente rispettosa dell’ambiente e della qualità dei prodotti. Nell’Argentano la stanno sviluppando in maniera diffusa, e per questo ci siamo molto preoccupati quando è stata lanciata la proposta di limitarne l’uso in quel comune: sarebbe un autogol, abbiamo scritto in una lettera al sindaco di Argenta. Ci siamo espressi negativamente anche sulla raccolta di firme promossa da Legambiente a Comacchio».
Sul provvedimento governativo è intervenuto direttamente il presidente nazionale Coldiretti, Roberto Moncalvo: «L’Italia si conferma all’avanguardia in Europa e nel mondo nelle politiche rivolte alla sicurezza alimentare ed ambientale ma non siamo all’altezza nella difesa dei cittadini se non verranno bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosato in preraccolta. La nostra agricoltura - ha sottolineato - è la più green d’Europa con il divieto all’utilizzo degli ogm e il maggior numero di aziende biologiche ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 14 volte quella dei prodotti extracomunitari (5,7%)». (s.c.)
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