Profughi a San Giorgio, ipotesi senza fondamento
La Lega: i cittadini del borgo sono preoccupati, pronti a raccogliere firme Ma il diacono della Basilica smentisce: al posto del bar Acli ci sarà un oratorio
«Non penso proprio che nella sede del Circolo Acli di San Giorgio ci possa essere uno spazio adeguato per l’accoglienza di profughi o extracomunitari».
Emanuele Pirani diacono della basilica del protettore di Ferrara nonché presidente del Consiglio parrocchiale smentisce così le voci che avevano individuato questa struttura come una possibile casa di accoglienza.
Voci raccolte a amplificate da Nicola Lodi, responsabile sicurezza e immigrazione della Lega Nord, che in una nota inviata ieri alle redazioni riferiva sugli esiti di un suo «sopralluogo in zona San Giorgio» dove era circolata la notizia di un prossimo arrivo di richiedenti asilo. E anche se «molti cittadini del borgo, pur preoccupati, non confermano e non smentiscono», Lodi si era già detto pronto a organizzare una raccolta di firme per una petizione «in caso di arrivo dei sedicenti profughi! Chiediamo al prefetto, in caso di disponibilità da parte della proprietà, di non valutare tale sito in quanto creerebbe un danno non solo di immagine ma anche di sicurezza ed economico alle abitazioni adiacenti».
Uno scenario decisamente infondato, come spiega appunto il diacono della Basilica Emanuele Pirani, sono del tutto infondati: «È vero che il contratto che legava la parrocchia al bar non è stato rinnovato e scadrà quindi il prossimo 31 dicembre 2016, e questo in piena regola con le normative vigenti - prosegue – ma questo non significa che i locali verranno poi utilizzati per questo scopo altamente umanitario ma incompatibile con la caratteristiche logistiche della palazzina. Al piano terra infatti vi sono due locali e un bagno alla turca, e al piano superiore uno spazio dove si possono fare riunioni con massimo 40 persone e dove non diamo più ospitalità neppure agli scouts. Quindi ritengo che il progetto Casa di accoglienza sia completamente da bocciare poiché- se anche qualcuno ci avesse pensato – cosa che comunque non mi risulta assolutamente – sarebbero necessari interventi radicali, costosi e lunghi. E chi li pagherebbe? No, niente profughi bensì un oratorio per le nostre attività parrocchiali come aule per il catechismo di cui abbiamo assoluto bisogno e per altre iniziative di tipo ricreativo che ben si accompagnano alla presenza dei due campi adiacenti per le partite».
Nella popolazione anziana del quartiere la notizia della chiusura del Bar ha suscitato un po’ di malumore ma Pirani fa presente a questo sproposito che la zona è ben servita da questo tipo di locali; la stessa Contrada di San Giorgio situata nelle ex scuole elementari ha un bar aperto a tutti.
Margherita Goberti
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