Sangue, cibo e pannolini. Scatta la gara di solidarietà
Pioggia di offerte all’Avis, che però precisa: ora non c’è bisogno, vi richiamiamo. Coppia partita in Doblò per Rieti, un’associazione fa raccolta. In Regione si frena
FERRARA. È stato quasi un riflesso condizionato. Poche ore dopo le prime, terribili immagini del sisma del centro Italia, i social erano pieni di offerte di disponibilità da parte dei ferraresi a contribuire in qualche maniera agli aiuti per le popolazioni colpite. In decine hanno dichiarato di volersi presentare oggi o nei prossimi giorni all’Avis di Ferrara per una donazione extra, in maniera tale da rispondere all’appello pressante proveniente in particolare dall’ospedale di Rieti. «Siamo felici di questa risposta così massiccia, però bisogna tenere conto delle condizioni oggettive nelle quali ci muoviamo - spiega Andrea Tieghi, dell’Avis provinciale - Il primo paletto sono i 40 giorni entro i quali bisogna utilizzare il sangue raccolto: bisogna quindi evitare che, sull’onda dell’emotività, si corra a donare in massa nelle prossime ore, rischiando di sprecare risorse per poi trovarsi in difficoltà nei giorni e nelle settimane a venire». Per questo, ribadisce il presidente provinciale Florio Ghinelli, «abbiamo detto alle tante persone che ci hanno contattato già ieri, di non venire di propria iniziativa perché le situazioni di emergenza sono state già tamponate, ma di attendere un’eventuale chiamata più avanti».
Il sito Avis provinciale segnala peraltro una situazione di «grave carenza» per i gruppi 0+ e A+. C’è peraltro un paradosso legato al rischio virus West Nile: la stessa persona, ferrarese o che è stata a Ferrara per almeno una notte, può tranquillamente donare qui mentre finisce in “quarantena” per 28 giorni a Rieti o Ascoli. Questo perché nelle nostre zone, che sono considerate endemiche per questo virus, il test è obbligatorio e contestuale alla donazione (costa 1 milione di euro all’anno alla Regione), mentre altrove non si è ancora deciso di affrontare questa spesa.
Sul fronte delle offerte volontarie è l’ora dei grandi slanci di solidarietà. Ieri pomeriggio l’edicola di piazza Trento Trieste è diventata punto di riferimento per la raccolta delle disponibilità dei privati su impulso di un’associazione di promozione sociale, Meravitaglia. All’appuntamento si sono presentati tra gli altri Riccardo Accorsi e Debora Brunelli che ha già programmato un viaggio a Rieti: «Sono in ferie e intendo fare da ponte con le zone terremotate, portando generi di prima necessità - spiegava Accorsi - Il primo viaggio lo facciamo già questa notte (ieri, ndr), partiamo alle 4 con un Doblò. I beni di prima necessità li mettiamo noi, con qualche amico, e la parrocchia di Santo Spirito, i contatti con volontari di Rieti li ho presi via web». Davide Magnani, responsabile di Meravitalia, raccontava di essersi «coordinato con la Protezione civile e la Croce rossa di Ferrara», e di avviare raccolte di beni di prima necessità, che si possono portare di martedì e giovedi, per l’intera giornata, in via Arginone 77. Ascoltava con interesse una dozzina auto-attivati, tra i quali anche il leghista Nicola Lodi, «stiamo raccogliendo tantissimo materiale a Vigarano, coordinandoci con il nostro assessore Cestari, e siamo già pronti ad inviarlo nelle zone terremotate». E in nome della solidarietà si è anche assistito alla stretta di mano tra Lodi e un esponenti della comunità nigeriana della Gad, pure lui all’incontro.
C’è da sottolineare che la Protezione civile «non sollecita in questo momento raccolte spontanee di beni - sottolinea Alceste Zecchi (Regione) - Semmai si possono attivare ricognizioni di disponibilità, preferibilmente per grossi stock».
Stefano Ciervo
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