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Crisi respiratoria in casa Paura per un bambino

Crisi respiratoria in casa Paura per un bambino

Comacchio, è stato trasportato dai genitori all’ospedale San Camillo Superata la fase critica, il bimbo di 3 anni rimane in osservazione a Cona

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COMACCHIO. Un bimbo di 3 anni affetto da patologia genetica è stato trasportato ieri mattina in auto dai genitori, in preda a forti convulsioni, al Punto di primo intervento della struttura sanitaria San Camillo.

I genitori, una giovane coppia di turisti di Padova, in vacanza in un alloggio del Lido di Spina, preoccupati per l’improvvisa crisi respiratoria accusata dal piccolo, hanno preferito precipitarsi a Comacchio, anziché chiamare a casa l’ambulanza.

Constatata la criticità delle condizioni del bimbo, il personale in servizio al punto di primo soccorso lagunare, per poter centralizzare il paziente all’ospedale di Cona, dove sono operative le specialità di pediatrica e neurologia, ha attivato la chiamata dell’automedica (mezzo di soccorso avanzato). Poiché quest’ultima era impegnata in un altro intervento, la centrale operativa Emilia Est di Bologna ha richiesto l’intervento dell’eliambulanza di Ravenna.

Sono bastati nove minuti all’elisoccorso per giungere al San Camillo, dove ne frattempo è intervenuta una pattuglia della Polizia Municipale, per far sgomberare l’elisuperficie interna alla struttura sanitaria, in parte occupata da autovetture in sosta. L’ambulanza di Comacchio, che staziona presso il locale distaccamento dei Vigili del Fuoco, ha dunque trasportato il bimbo dal punto di primo intervento all’elisuperficie. Il medico anestesista-rianimatore e l’infermiere dell’elisoccorso hanno immediatamente preso in carico il piccolo paziente che, dopo una valutazione ulteriore, è stato trasportato all’ospedale di Cona. Il piccolo è giunto intubato al Sant’Anna alle 13.34.

«Mi ha chiamato mio figlio Gian Luca, che abita qui vicino - ha commentato Maria Rosa Luciani, portavoce della Consulta Popolare per il San Camillo -, dicendomi di aver visto l’elisoccorso sorvolare ed atterrare nella vecchia elisuperficie dell’ospedale. Queste sono le cose che contano in un paese turistico – ha aggiunto la donna -. Medici ed infermieri hanno fatto del loro meglio, prodigandosi per un piccolo turista in vacanza. Ognuno ha fatto al meglio la sua parte. Questa è la dimostrazione che il pronto soccorso serve, è vitale per il territorio».

Il bimbo per fortuna ha superato la crisi respiratoria, ma resta in osservazione a Cona.

Katia Romagnoli

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