Terremoto, la Protezione civile: niente viaggi fai-da-te, meglio donare soldi
A Ferrara sarà comunque istituito un punto di raccolta in via Marconi: il materiale raccolto che non sarà richiesto nel cratere verrà impiegato per esigenze locali
A Bologna hanno vietato le raccolte di generi di prima necessità per i terremotati del centro Italia, perché in gran parte si rivelano inutili. A Ferrara gli operatori della Protezione civile hanno invece scelto di non frustrare lo straordinario slancio con il quale centinaia di persone stanno mettendo a disposizione qualcosa, «non ci è sembrato giusto anche se al momento non sono segnalate esigenze specifiche» confessa Alessio Zagni, referente della Croce rossa. Così nel pomeriggio, dopo un vertice tra volontari e operatori della Protezione civile, è stato deciso di allestire un centro di raccolta provinciale delle donazioni. Aprirà nei prossimi giorni in via
Marconi 35, sede della Protezione civile, e sarà pubblicamente diffusa una lista dei fabbisogni e del materiale che potrà servire nelle zone colpite dal sisma. «Man manoche verranno segnalate le eventuali richieste dal centro Italia, provvederemo noi a inviarle sui luoghi terremotati attraverso i nostri mezzi - sottolinea Zagni - Non è il caso di affrontare viaggi auto-organizzati perché non si saprebbe dove andare per via delle enormi difficoltà viarie (un camion pieno di aiuti da Bondeno è dovuto tornare indietro) e, appunto, le esigenze saranno molto specifiche: parliamo di una zona rurale con 4mila abitanti, molti dei quali hanno già lasciato i paesi terremotati, vicino a centri autosufficienti in tutto. Quanto rimane sarà utilizzato a fini benefici, solo la Cri assiste in provincia circa 3mila persone».
La Spal invita tutti a donare 2 euro al numero solidale della Protezione Civile per le vittime del terremoto: 45500 pic.twitter.com/95tXp92LbJ
— SPAL (@spalferrara) 26 agosto 2016
Inviare aiuti da Ferrara alle zone terremotate si rivela spesso più costoso che comprarli nelle vicinanze e, in ogni caso, le eventuali esigenze si manifestano dopo i primi giorni, quando si possono stimare i bisogni dei campi. In via Marconi verranno dunque e si vuole comunque partecipare alle raccolte di beni, fa presente il responsabile
comunale della Protezione civile, Luca Capozzi, «è meglio concentrarsi non sugli alimentari, che sono più difficilmente conservabili e trasportabili, ma su beni non deperibili comead esempio quelli per la cura
del corpo». I volontari ferraresi della Protezione civile sono allertati ma ancora non hanno ricevuto indicazioni di partire, segno che l’emergenza è gestibile con il personale già presente sul posto. «Per il momento - continua Catozzi - ci siamo concentrando sull’emergenza, nei prossimi giorni studieremo come concretizzare uno specifico progetto di ricostruzione, magari “adottando”, come ha detto il vicesindaco Maisto, una scuola
o un altro edificio significativo di quei centri».
La strada maestra per chi vuole aiutare, però, è la donazione in denaro. C’è il numero solidale 45500 per donare due euro con sms o rete fissa. La Regione ha aperto un conto corrente unico Iban IT69G02008024350001044289
64, con causale “Emilia Romagna per sisma Centro Italia”. Anche la Croce rossa italiana ha attivato una raccolta fondi (Iban IT40F0623003204000030631681), causale “Terremoto Centro Italia”, mentre un conto corrente è stato istituito con Poste Italiane (Iban IT38R07601030000000009000 50), intestato “Poste Italiane con Croce rossa italiana - Sismadel24 agosto 2016”. L’Urp regionale ha attivato infine un numeroverde per dare informazioni, 800407407, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, il lunedì e giovedì anche dalle 14.30 alle 16.30. C’è pure un numero telefonico Cri, 065510, per il servizio donazioni, e la mail aiuti@cri.it.
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