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Musica e bontà col Grande Cappello al Buskers Festival

Musica e bontà col Grande Cappello al Buskers Festival

Il ricavato della giornata di domani sarà per il Centro Italia Scelta presa all’unanimità da organizzatori e Ibo Italia

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Quattro anni fa, quando a essere terremotata era Ferrara e il territorio circostante, quando il Ferrara Buskers Festival ha rischiato di saltare per le crepe che inaspettatamente si erano formate nel sottosuolo, l’Italia si è stretta attorno all’Emilia e ha fatto quadrato. Lo stesso sta accadendo oggi. Nel 2012 il ricavato del Grande Cappello andò al Teatro Comunale per contribuire alle spese di ristrutturazione di un simbolo della città. Anche adesso la macchina della solidarietà, in moto dalle primissime ore post sisma, si fa sentire.

Il ricavato del Grande Cappello di domani infatti, ultimo giorno di questa 29esima edizione del Ferrara Buskers Festival, sarà devoluto alle popolazioni colpite dal sisma. La scelta è stata presa all’unanimità dagli organizzatori del festival e da Ibo Italia che ha deciso di destinare i fondi della giornata al Centro Italia. Gli Akuna Matata, originari di Rieti, hanno scelto di non partecipare al festival per aiutare una collega musicista del gruppo che la notte del terremoto si trovava ad Amatrice, e di contribuire nella raccolta di beni di prima necessità. «Gli Akuna Matata - racconta Gigi Russo, dell’organizzazione - li avevamo conosciuti proprio ad Amatrice alcuni anni fa durante la festa del paese ed è incredibile pensare che io e gli altri che erano venuti con me da Ferrara, abbiamo dormito all’hotel Roma. La loro scelta è più che comprensibile e va rispettata». Diego, uno dei membri della band, raggiunto da noi telefonicamente, ha spiegato che tutto il gruppo è stato colpito in maniera diretta o indiretta da questa tragedia. «Non ci sembrava il caso di partecipare a quella che di fatto è una grande festa. Dopo quello che è successo abbiamo scelto di rimanere qui e aiutare, per quanto possibile, la gente di questo territorio». Anche i musicisti della band Minimo Sindacale, che sono di Poggio Mirteto, in provincia di Rieti, stanno tentando di fare la loro parte. «A Poggio Mirteto - spiega Paolo Consumati - non ci sono stati danni ma siamo preoccupati per quanto accaduto ad Amatrice e nei paesi vicini. Sabato scorso ero là, non posso pensare che ora sia distrutta».(s.g.)

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