Profughi, passa il progetto regionale accoglienza minori
Da inizio settembre in Emilia-Romagna partirà un nuovo sistema di accoglienza diffusa tra i comuni, rivolto ai minori stranieri che arrivano in Italia senza famiglia. Il progetto permetterà di...
Da inizio settembre in Emilia-Romagna partirà un nuovo sistema di accoglienza diffusa tra i comuni, rivolto ai minori stranieri che arrivano in Italia senza famiglia. Il progetto permetterà di accogliere 50 giovani, 20 dei quali saranno ospitati a Ravenna e 30 a Budrio (Bologna): i minori potranno risiedere nelle strutture per un massimo di 60 giorni, per poi essere redistribuiti in centri di seconda accoglienza. A proporre questo nuovo sistema è l'Associazione nazionale dei Comuni italiani dell'Emilia-Romagna, che ha vinto un bando da 2,5 milioni del ministero dell'Interno che copre due anni e mezzo di attività. Il progetto si è classificato 3/o nella graduatoria nazionale: sono stati 46 quelli presentati, la metà dei quali accolti. A gestire l'iniziativa saranno due cooperative, Persone in movimento e Camelot. Ai ragazzi saranno garantiti, tra l'altro, assistenza legale, sanitaria, vitto, alloggio, servizi di mediazione culturale per facilitare la comunicazione e verranno coinvolti in attività di insegnamento dell'italiano. Il progetto di accoglienzaper i minori è stato presentatto ieri a Bologna nel corso di una conferenza stampa alla quale era presente anche l’assessore del Comune di Ferrara Chiara Sapigni, qui nelle vesti di responsabile del coordinamento politico sull'immigrazione dell'Anci regionale: «Siamo attori di una accoglienza specifica, vogliamo fare la nostra parte» ha detto. Per Paolo Pirazzini, direttore del dipartimento Welfare di Anci Emilia-Romagna «solo se lavoriamo in maniera integrata e condivisa possiamo gestire flussi migratori che non possiamo più considerare come un'emergenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
