Rifiuti, la rivoluzione parte da Pontelagoscuro
La frazione di Ferrara è stata scelta per sperimentare il nuovo sistema di raccolta che si basa sul principio “chi più produce, più paga”
FERRARA. Saranno gli abitanti di Pontelagoscuro a decidere, con i loro comportamenti domestici e al cassonetto, le sorti della “rivoluzione” della raccolta rifiuti incentrata sul pagamento in base all’effettiva quantità d’indifferenziato prodotto. La più popolosa frazione a nord della città è infatti stata prescelta da Comune e Hera per la sperimentazione di un paio di mesi che verrà avviata in autunno: i particolari saranno resi noti solo nella commissione consiliare già convocata l’8 settembre, la notizia l’ha invece rivelata Tiziano Tagliani l’altra sera, in occasione della festa dell’Unità. Intervistato in piazza dal direttore della Nuova, Luca Traini, il sindaco ha parlato esplicitamente dell’imminente introduzione dei cassonetti “a calotta” per l’indifferenziata, «ne parlo in questa occasione perché saranno sperimentati qui...» ha poi aggiunto.
Ponte evidentemente si presta per la presenza di attività commerciali e artigianali, oltre che di abitazioni, che ne fa un buon modello sperimentale in vista dell’estensione dei nuovi cassonetti in tutta la città. Le dimensioni della frazione non sono quindi considerate un ostacolo da parte di Hera, inoltre i cassonetti stradali “liberi” di Ponte sono tra i più abusati da chi, nel vicino Veneto, non vuole sottostare alle norme piuttosto rigide della raccolta porta a porta con bidoncini casalinghi.
Tolti grazie all’uscita del sindaco i veli anche sulla metodologia che sarà utilizzata per misurare le effettive quantità di rifiuti prodotte, in vista dell’applicazione della tariffa puntuale. Si tratta di un mix tra la raccolta porta a porta, che è già attiva nei centri a est e sud del forese, e le raccolte speciali per le attività produttive che saranno mantenute anche nei prossimi anni, e appunto la raccolta stradale con cassonetti grigi non più a conferimento libero ma attivabili solo dalla tessera magnetica. I contenitori presenti nelle isole stradali saranno quindi cambiati con quelli ad apertura sigillata e accesso solo attraverso una calotta da venti litri di portata: il cittadino userà la tessera che sarà distribuita ad ogni famiglia e infilerà nella calotta il sacchetto dell’indifferenziata (il più grande possibile, a questo punto), che si chiude automaticamente. In questo modo Hera gli potrà attribuire nominalmente il volume di rifiuto conferito, che servirà a calcolare la parte variabile della tariffa, sulla base del principio «più produci, meno differenzi e più paghi».
Carta, plastica, vetro e lattine saranno infatti sempre conferibili liberamente nei cassonetti stradali o nelle isole ecologiche, e così dovrebbe essere anche per la frazione organica. Il sistema sarà analogo a quello sperimentato da qualche mese nel comune modenese di Castelfranco Emilia, dove il sindaco assieme all’assessore Caterina Ferri e ai dirigenti Arpa ha effettuato un sopralluogo l’altra mattina, per verificare di persona l’applicazione concreta del modello. L’unico problema da risolvere è la collocazione del portale per la tessera, che è troppo in alto per essere accessibile ai disabili: bisognerà trovare una soluzione magari con servizi specifici.
La tempistica è già definita: da settembre campagna informativa a tappeto, da novembre un paio di mesi di sperimentazione a Ponte da allargare, poi, all’intera città nel primo semestre 2017. Una volta verificati i dati, tariffa puntuale a partire dal 2018.
Stefano Ciervo
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