Ferrara e la rivoluzione dei rifiuti: «Serve tanta informazione»
Finco e Fedeli (Pd): attenzione anche alle esigenze dei singoli cittadini In autunno la sperimentazione dei cassonetti con la tessera a Pontelagoscuro
FERRARA. Siamo rimasti ormai gli ultimi, in Europa, a pagare lo smaltimento rifiuti in base ai metri quadrati dell’abitazione, «in questo modo ogni cittadino è incentivato a produrre più rifiuti possibile proprio per ottimizzare la propria tassa» convengono i consiglieri democratici Renato Finco e Silvia Fedeli. Ecco perché bisogna passare alla misurazione dei rifiuti prodotti e quindi alla tariffa puntuale come il Comune e Hera si apprestano a fare, partendo da Pontelagoscuro.
Dopo l’annuncio del sindaco, però, dal Pd arrivano anche segnali di attenzione ai disagi e alle difficoltà che questa “rivoluzione” porta per i cittadini. Finco, che è segretario comunale, e la pontesana Fedeli, pongono soprattutto l’accento sull’informazione: «A settembre in commissione affronteremo il tema della tariffazione puntuale nel dettaglio avendo come obiettivo l’efficacia del servizio, la comunicazione delle nuove modalità investendo tempo e risorse per fare in modo che il nuovo sistema sia capito da tutti i cittadini e anche dal sistema produttivo delle imprese, con il minore disagio possibile».
I due consiglieri sottolineano anche l’importanza di osservare «le esperienze di comuni vicini, evidenziando il fatto che quando ci sono dei cambiamenti rilevanti sulle abitudini serve maggior attenzione alle esigenze dei singoli». Sembra una richiesta a Comune e Hera di non procedere senza un’adeguata informazione, proprio perché i tempi sono stretti: un paio di mesi per contattare la popolazione, distribuire il materiale informativo e rispondere poi a dubbi e interrogativi, prima di partire per una sperimentazione che peraltro durerà appena un paio di mesi. E dai primi commenti via web emerge la preoccupazione che a Ponte si ripeta quanto da anni succede a Santa Maria Maddalena, da dove molti sacchetti d’indifferenziata sbarcano proprio su cassonetti ancora “liberi” oltre il Po.
Per i cittadini il tornaconto sarà, una volta introdotta la tariffa puntuale, il risparmio possibile per i più virtuosi, a livello complessivo «l’obiettivo finale è la riduzione della produzione di rifiuti non recuperabili nel rispetto dei principi virtuosi dell’economia circolare» ribadiscono Finco e Fedeli. L’Emilia Romagna è del resto la prima regione italiana, attraverso una legge del 2015, ad aver assunto il principio della “economia circolare” dei rifiuti, che dovrebbe garantire la riduzione del 20-25% della produzione di rifiuti, la raccolta differenziata al 73%, il 70% di riciclo di materia, la produzione massima di 150 chilogrammi pro capite di rifiuti e la tariffazione puntuale. Il target è fissato per il 2020 e i Comuni sono spinti da un meccanismo di incentivi e disincentivi, che tocca le autorizzazioni amministrative, il fisco e i finanziamenti agevolati.
«La tariffa puntuale sui rifiuti - fanno presente i due consiglieri - è una necessità che va “a braccetto” con il servizio di raccolta porta a porta e che difficilmente, invece, si lega ai servizi basati sulla raccolta stradale e sul conferimento/smaltimento in discarica». (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google