I commercianti: «Pronti a fare la nostra parte»
Ma c’è chi rifiuta: «Il 5% degli incassi, ma stiamo scherzando?» E straccia la locandina
C'è chi ha aderito consapevole del gesto che faceva, chi lo ha fatto con riserva e limitandosi a un settore della propria attività e chi infine quando ha letto attentamente il testo della locandina lo ha tolto dalla vetrina.
C'era infatti scritto che «l'impresa aderiva all'iniziativa straordinaria di versamento volontario, promossa da Ascom, devolvendo il 5% dell'intero incasso di sabato 27 agosto alle popolazioni terremotate». Un ristoratore del centro, che forse aveva aderito distrattamente alla lodevole iniziativa Ascom, è andato a rileggersi il manifesto: «Il 5%, ma scherziamo? Se incasso diecimila euro allora quanto dovrei dare...». E ha strappato il manifesto.
Pienamente d'accordo con la proposta sono stati diversi negozi del centro storico tra cui Bau-tique di via Garibaldi specializzata in articoli per gli animali che ha trovato anche molta disponibilità nella clientela: «Oggi facciamo gli acquisti più volentieri sapendo della loro finalità benefica».
Anche “Scopa gioielli“ di via Cortevecchia non ha avuto difficoltà a esporre la locandina: «Nel 2012 è toccato a noi ricevere solidarietà e oggi è giusto dimostrare la stessa sensibilità nei confronti di chi ha perso tutto».
«Sono contento di aver aderito - dice l'addetto alle vendite di Ferrara tele Store di via Garibaldi -perché è importante mantenere alto il senso civico della nostra nazione». Fra le rivendite di generi alimentari "La butega frareisa" di via S. Stefano ha avuto nel titolare Uber un convinto sostenitore. «È stata un'ottima idea, fatta con un certo grado di professionalità, perché bisogna dare una mano a chi ne ha bisogno e fin da ieri ho sensibilizzato i miei clienti a tornare specialmente oggi per contribuire come me alla raccolta fondi». Così ha fatto Gloria una cliente abituale che ha aggiunto: «Qui faccio sempre la spesa volentieri perché trovo prodotti freschi e buoni ma oggi hanno un sapore in più».
Il Leon D'Oro ha riservato la donazione del 5% all'incasso del ristorante di via Cortevecchia, mentre Laura titolare della Bottega del Cachemire ha trovato non solo giusta l'iniziativa ma mirata a ciò di cui i terremotati hanno principalmente bisogno per ricostruire: i soldi. «Adesso devono ricominciare da zero e lo possono fare solo con i soldi. Ci sono diversi modi di fare beneficenza e per questo trovo che l'iniziativa sia importante perché raggiunge il fine ultimo così come ho trovato molto bello il mese scorso che una coppia di sposi abbia chiesto come regalo per le loro nozze, un'offerta all'Ado e lo stesso è stato fatto in occasione di un lutto».
Margherita Goberti
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