Caccia, si ricomincia ma con le nuove regole
Il primo settembre scatta la “preapertura” e il 18 sarà il giorno del via generale Il calendario è regionale e serve l’ok del coltivatore per entrare nei campi
FERRARA. Ancora qualche giorno e le doppiette ferraresi, come quelle di quasi tutta Italia, torneranno a sparare alla selvaggina migratoria e stanziale. La stagione venatoria 2016/2017 è alle porte con parecchie novità, dettate soprattutto dalla scomparsa(o quasi) delle Province e, di conseguenza, del calendario provinciale. Da quest’anno, infatti, la Regione si è presa la briga di varare un unico calendario venatorio valido da Piacenza a Rimini con esclusione di qualche Atc (Ambiti territoriali di caccia) che ha varato un proprio regolamento come è il solo caso di Comacchio. Il risultato è che certe soluzioni concordate all'interno dei comitati di gestione di ogni Atc (sono 9 nel Ferrarese), decise fra il mondo agricolo locale, quello venatorio e istituzionale, ebbene, quelle scelte consolidate nel tempo e aggiornate di anno in anno, sono state cancellate con l'arrivo appunto di un unico calendario venatorio. A onor del vero, la stessa Regione, a seconda del tipo di caccia, ha anche diviso il territorio in due fasce: a sud e a nord della statale 9 Emilia. E per meglio comprendere questi cambiamenti, è di questi ultimi giorni il prezioso lavoro che Nicola Turolla della federcaccia provinciale sta svolgendo in tutta la provincia attraverso le assemblee informative(l'ultima è in programma oggi a Porto Garibaldi). Incontri fondamentali per tutti i seguaci di Diana in modo tale che siano informati sulle nuove modalità che caratterizzano l'attività venatoria. Ancor prima di elencare le novità, va ricordato che l'attività venatoria consentita a seconda di precisi orari dal lunedì alla domenica con esclusione delle giornate di silenzio del martedì e venerdì, prende il via con la cosiddetta “preapertura”. Da giovedì primo settembre e così per tutti gli altri giovedì e domenica fino al 15 settembre, i cacciatori potranno appostarsi solo all’interno del capanno e nel carniere potranno finire solamente le tortore (escluse quelle dal collare, in quanto protette), cornacchia grigia, gazza, ghiandaia, merlo; mentre il prelievo dello storno (caccia in deroga) parte dal 4 settembre.
L'apertura generale, come sempre, è invece prevista dal 18 settembre fino al 30 gennaio (sia in forma vagante che da appostamento fisso o temporaneo) e riguarderà il prelievo della selvaggina stanziale (lepre, fagiano fino al 4 dicembre) e migratoria (esempio: germano, canapiglia, fischione, alzavola) nel rispetto di orari prestabiliti e precise modalità. Venendo alle principali novità, il cacciatore ha l'obbligo di annotare sul tesserino di caccia controllata, tutti i capi (senza distinzione tra stanziale e migratoria) appena abbattuti. Ciò è dovuto al recepimento di una legge europea. Da quest'annata - ma solo per la vagante - è fatto obbligo al cacciatore di indossare il cappello o giubbotto giallo in modo da determinare un evidente contrasto con l'ambiente. Sono cambiate poi le modalità d'accesso ai terreni in attività di coltivazione e fra le novità, non c'è più il rispetto dei 70 metri di distanza dai frutteti con impianti fissi d'irrigazione e antigrandine. Cambia anche il rispetto della distanza dei 150 metri dalle macchine operatrici che prima era dal confine dell'appezzamento mentre ora è dalla macchina. E per l'accesso ai terreni, e in particolare per l'appostamento fisso o temporaneo alla migratoria, in molti casi occorre il consenso scritto del proprietario/conduttore agricolo del fondo.
Giorgio Carnaroli
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