Gozi: dal sindaco toni assurdi
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio attacca Bergamini
BONDENO. La serata organizzata per parlare della riforma costituzionale è servita al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Sandro Gozi, per aprire ufficialmente la campagna per il “si”. Per «realizzare quegli obiettivi contenuti nella prima parte della Costituzione – ha spiegato Gozi – e che la macchina organizzativa dello Stato non è attualmente in grado di raggiungere». Principi universali, come quello dell’uguaglianza. «Inalienabili per tutti – taglia corto il sottosegretario – tranne che per il sindaco di Bondeno, che usa termini da pulizia etnica della Bosnia di alcuni anni fa», ironizza Gozi, messo al corrente del dibattito locale sui migranti. «Chi arriva con le carrette del mare, prima di tutto, lo salviamo e non contrapponiamo le disperazioni – dice rispondendo ad un cittadino – compresa quella dei terremotati. E la scelta di Vasco Errani come commissario straordinario per la ricostruzione va in questo senso. Lavoriamo anche per il rimpatrio, a livello europeo, di chi non ha diritto d’asilo». Apertura anche all’Anpi, perché «la riforma non toccherà i poteri del premier.». E i valori contenuti nella Costituzione «sono il principale strumento da contrapporre anche ai tagliatori di gola dell’Isis». Venendo all’essenza della riforma, «abbiamo attualmente più parlamentari degli Stati Uniti, ma non un sistema particolarmente efficiente. Con la qualità delle leggi italiane che è scadente, a causa del ping-pong tra le due camere, in un sistema di bicameralismo perfetto». Sui tempi, quando una sola Camera potrà legiferare, ci sarà un risparmio, ma l’obiettivo resta la “qualità” delle norme. Inoltre, «si avrà una vera rappresentanza dei territori, con un Senato espressione delle autonomie delle Regioni e dei territori stessi, come era nelle intenzioni degli stessi costituenti». Peraltro, attualmente, «gli italiani non sanno chi fa cosa. Le competenze, in un mondo globale, non possono essere divise in venti regioni italiane».
Altro obiettivo, la diminuzione dei costi delle Regioni e della politica. Tra il pubblico, tra l’altro, anche il consigliere regionale Pd, Paolo Calvano. Senza contare che «vi sarà l’obbligo per il Parlamento di discutere le leggi di iniziativa popolare». Sono principi, ha spiegato Gozi, «di cui sentiamo parlare da 30 anni: la differenza è che noi una riforma l’abbiamo fatta». Sbagliato, secondo Gozi, servirsi di un referendum costituzionale per «liberarsi di Matteo Renzi: quale progetto possono avere insieme? Se qualcuno ha qualcosa da dire su Renzi, lo potrà fare nel congresso del Pd». (mi.pe.)
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