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Il mercato Usa penalizza la produzione

CENTO. I motori made in Italy ripartono ma tra gli stabilimenti italiani dove si producono quello più in difficoltà è quello della Vm di Cento rispetto ai “cugini”di Termoli e Pratola Serra nell’Avell...

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CENTO. I motori made in Italy ripartono ma tra gli stabilimenti italiani dove si producono quello più in difficoltà è quello della Vm di Cento rispetto ai “cugini”di Termoli e Pratola Serra nell’Avellinese di proprietà Fca ed Fpt di Foggia in orbita Cnh Industrial. Lo si desume da un articolo apparso ieri sul quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore nel quale si fa riferimento al rallentamento delle motorizzazioni diesel sul mercato americano «che ha penalizzato lo stabilimento Vm di Cento - scrive Il Sole - in prospettiva, però, la seconda metà dell’anno potrebbe registrare una ulteriore crescita dei volumi grazie all’effetto traino delle nuove produzioni di casa Fiat Crysler, Alfa Romeo Giulia e Maserati Levante». Nello stabilimento di via Ferrarese vengono prodotti motori diesel ad alta cilindrata destinati alla Jeep. Si spera negli investimenti promessi da Fca. «L’investimento di 1,4 miliardi negli Stati Uniti potrebbe avere un impatto importante - ha detto Ferdinando Uliano responsabile del settore auto per la Fim-Cisl al Sole 24 Ore - visto che la Vm è il fornitore della motorizzazione diesel». I lavoratori Vm sono in ansia C’è la cassa integrazione, secondo gli stessi dipendenti non c’è nessun muovo modello di motore in progettazione mentre fino a qualche tempo fa si progettavano nuovi modelli incontinuazione. Intanto i sindacati locali dopo la ripresa dell’attività nello stabilimento centese attendono di poter incontrare i dirigenti locali per compiere un punto della situazione e verificare le problematiche all’interno della fabbrica per poter capire quale potrà essere l’evoluzione futura ad iniziare dalla cassa integrazione fino a quando durerà e se all’orizzonte, vedi 2018 potranno esserci evoluzioni positive. Intanto fino al 31 diembre saranno al lavoro i 140 giovani dipendenti ai quali è stato prorogato il contratto a tempo determinato.

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