«Tariffa puntuale, avanti senza paura»
Bertolasi (Pd) alla sua gente di Ponte: non dobbiamo temere i furbetti del cassonetto, servono controlli e buon esempio
Il solo annuncio della sperimentazione delle calotte per inserire i rifiuti indiffernenziati è bastato per animare una discussione, che riguarda tutti, ma in particolare Pontelagoscuro che farà da cavia. Proprio a Ponte il sindaco ha dato la notizia, il giorno dopo si è fatta viva la consigliera comunale del Pd Silvia Fedeli, che è di Ponte, e chiede una informazione a tappeto per evitare spiacevoli contraccolpi.
Ora è il turno di Davide Bertolasi, anche lui consigliere comunale del Pd, anche lui di Ponte. Per Bertolasi la sfida delle calotte va raccolta, ne vede le insidie, ma le valuta come ostacoli da superare non come barriere che debbono spaventare. «L’automatismo che scatta tra il sistema di tariffazione puntuale ed il pericolo di abbandono rifiuti è quanto di meno conveniente ci sia per partire “con il piede giusto”, senza nemmeno attendere la campagna di informazione massiccia che Hera e il Comune metteranno in piedi nei prossimi giorni, tramite esperti, che sapranno sicuramente rispondere a tutti i dubbi dei cittadini di Pontelagoscuro». Parte da qui Bertolasi e aggiunge che “sperimentare” non significa necessariamente “applicare”. «Una sperimentazione è tale proprio perché, con spirito prudenziale, si va a capire se e come un meccanismo possa essere applicato a fette più ampie di popolazione, capendo cosa cambiare e cosa migliorare. Ricordiamoci anche che i comuni di Poggio Renatico e Bondeno (Cmv), in cui pare esserci qualche problema, non hanno lo stesso gestore di rifiuti di Ferrara (Hera)». Rammenta che «il sistema di tariffazione puntuale è già attivo da anni a Rimini e provincia, mentre Castelfranco Emilia ed i comuni della cintura modenese, così come Imola, stanno per adottarlo».
Bertolasi fa un appello alla gente del suo paese: «Pontelagoscuro è stato scelto come luogo idoneo in cui sperimentare, per conformazione urbana e tipologia edilizia, e anche per la presenza di un tessuto sociale molto ricco e di residenti da sempre aperti alla collaborazione, come nel 2010 quando fu scelto per la raccolta differenziata dell’organico con esiti assolutamente positivi, dato che il metodo sperimentato è stato applicato anche al resto della città. Lo dico ai miei concittadini pontesani: siamo nuovamente da esempio, senza timori e con la tenacia di sempre, perché la rivoluzione non sarà solamente quella di cambiare abitudine su come conferire il rifiuto, ma sarà un vero salto culturale quello che potrà partire da Pontelagoscuro, considerando il rifiuto non più come un problema, ma come risorsa economica».
Ben vengano i controlli della Polizia municipale contro i trasgressori, ma per Bertolasi «non dobbiamo temere “furbetti del cassonetto”, meglio essere i primi a capire, dando il buon esempio, che differenziare non è solo giusto da un punto di vista ambientale, ma è anche economico dato che maggiore differenziata significa minore tariffa e con questo nuovo sistema potremo finalmente sconfiggere il fenomeno (che i pontesani conoscono bene), dei conferimenti da fuori regione che avvengono regolarmente nel nostro territorio». (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
