Titoli bancari, un anno nerissimo
Il crollo del valore delle azioni anche negli istituti più solidi per colpa del bail-in
Il rischio dell’azzeramento delle azioni ha di fatto congelato un mercato, un tempo molto attivo, con contrattazioni ora invece ridotte al limite, per non dire nulle.
L’andamento negativo della borsa di Milano nel 2016 ha risentito profondamente dell’annata tragica per le quotazioni azionarie degli istituti bancari, compresi quelli più solidi e in salute. Da quando si sono visti gli effetti devastanti del bail-in sulla pelle degli azionisti azzerati di Carife, Carichieti, Banca Etruria e Banca Marche, le azioni bancarie sono diventate merce ad alto rischio con conseguente contrazione del prezzo con un grande calo della domanda. Dall’inizio dell’anno, ad esempio l’azione del Mps è scesa di valore di oltre l’80%. La Banca Popolare di Milano ha un -76,96%, Ubi Banca -62,21%, Unicredit - 56,86%, Bper -51,55%, Intesa Sanpaolo -34,40%. La Cassa di Risparmio di Cento fa registrare un -33,20%, Mediobanca -26,65%, Banca Mediolanum -15,63. Un mercato ingessato che ha creato scompensi ed eroso risparmi.
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