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Un albergo e le terme alla Collinara

Un albergo e le terme alla Collinara

Comacchio, approvato il progetto dopo il cambio di destinazione d’uso dell’area. Prevista anche una zona residenziale

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COMACCHIO. Il progetto di sviluppo dell’area denominata “La Collinara” che si estende tra la strada statale Romea e la panoramica Acciaioli in località Porto Garibaldi è tra i quattro che il 28 luglio scorso hanno superato il primo via libera in consiglio comunale. «Si tratta di un’area agricola di 25 ettari – spiega Claudia Volta, coproprietaria del terreno insieme a due sorelle, rappresentante legale della società La Collinara -, ora adibita a seminativo, ma destinata, secondo il vecchio Piano Regolatore generale a zona artigianale e commerciale. Con il progetto vogliamo implementare il turismo lento in questo territorio, che ha già ottenuto importanti riconoscimenti, da quello Mab Unesco a quello della Lipu, che ha promosso Comacchio a città del birwatching». Il progetto, che era già stato inserito nell’Accordo territoriale di partnership pubblico/privata per la rigenerazione turistica ed ambientale della costa, sottoscritto il 28 maggio 2014 da Regione, Provincia, Comune e Parco del Delta del Po, prevede la realizzazione di un complesso alberghiero con annesso spazio termale, oltre ad una zona residenziale «di prime case e non case vacanze – sottolinea Claudia Volta- con un’ampia area verde destinata alla coltivazione di ortaggi e a vigneto ed un Eco-lodge, ossia un resort agro-turistico da affittare. Il progetto contempla anche la creazione di un’area sosta-camper con annesso Glamping, ovvero un campeggio di livello, «ritenuto la frontiera del turismo all’aria aperta», commenta Volta.

Il tutto è stato pensato con il ricorso a tecnologie non impattanti ed eco-sostenibili. «Non abbiamo aumentato le cubature esistenti nel vecchio piano regolatore – ci tiene a specificare la responsabile della società La Collinara -, ed insieme allo sviluppo sostenibile del territorio, guardiamo anche all'incremento dei turisti e naturalmente a quello dell’occupazione fissa e stagionale». Infine due ettari di terreno sono stati messi a disposizione per la fruizione pubblica, da assegnare ad esempio a coltivazioni e alla valorizzazione delle colture locali, con lo scopo di promuovere le tipicità del territorio.

«Saper cogliere questa opportunità con strutture moderne ed adeguate ai nuovi modi di fare turismo – conclude Claudia Volta-, farà la differenza, anche rispetto alla riviera romagnola». 600 sono i posti letto di capacità ricettiva stimati con una quarantina di lavoratori fissi ed altrettanti stagionali. I tempi di realizzazione previsti sono di circa 4-6 anni, mentre il valore complessivo dell’investimento supera i 50 milioni di euro.

Tuttavia, dopo l’approvazione delle linee di indirizzo da parte del consiglio comunale, questo e gli altri 3 progetti di rigenerazione turistico-ambientale della costa dovranno essere sottoposti all'esame di una conferenza di servizi, al termine della quale dovrà essere firmato un accordo di programma, su cui si esprimerà l’assemblea consiliare.

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