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Vuoto post-circoscrizioni Parte l’alleanza tra i paesi

Vuoto post-circoscrizioni Parte l’alleanza tra i paesi

Dalla sicurezza ai profughi, appello degli ex consiglieri: più attenzione al forese Si comincia da Ravalle, Casaglia e Porporana. Turri (Pd): il volontariato non basta

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Problemi di sicurezza, di gestione dell’emergenza migranti, di “semplice” decoro urbano e cosa pubblica: l’altalena che manca, l’area verde incolta, il tratto di strada dissestato. Qualche anno fa gli abitanti dei paesi al di fuori dell’immediata periferia cittadina, avrebbero saputo a chi rivolgersi in questi casi: il presidente della loro circoscrizione, o tanto per cominciare il consigliere circoscrizionale di zona. Oggi questi punti di riferimento istituzionale non ci sono più e quelli rimasti, cioè l’assessorato al Decentramento e gli stessi consiglieri comunali eletti fuori città, non possono prenderne in toto il posto, tanto che qualche episodio anche eclatante di scarsa comunicazione tra abitanti nei paesi e palazzo (vedi il pasticcio dei profughi di Gaibanella) si è già verificato. Così, ad appena due anni dall’abolizione per legge delle circoscrizioni, si fanno già sentire voci che chiedono di riempire in qualche modo questo vuoto.

A prendere l’iniziativa sono quattro ex consiglieri di delegazione e di circoscrizione della zona nord-ovest, Sergio Mazzini, Giancarlo Preti, Gianfranco Mastella e Roberto Buono, che hanno scritto una lettera aperta al sindaco e all’assessore Simone Merli. «Il vasto territorio cosiddetto “forese” necessita di una maggiore attenzione - è la premessa del loro intervento - Sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale si dotasse di uno strumento di conoscenza su quanti e quali servizi sono ancora ubicati su quella parte del territorio e a chi, questi servizi, facciano riferimento. Il tema della sicurezza, tra i più sentiti, può costituire per esempio elemento di ulteriore confronto, permettendo all’amministrazione di far sentire la sua presenza alla popolazione delle zone più marginali. Come pure il tema dell’accoglienza dei migranti deve coinvolgere sempre di più i cittadini nelle future scelte».

Come fare, in concreto? Visto che non si può restituire i vecchi consigli della partecipazione, la proposta è di «ricostruire uno spirito simile a quello che, in un non lontano passato, ha unito le tante frazioni all’interno di quelle che venivano chiamate “delegazioni”». Si potrebbe partire, conclude la lettera, dalle frazioni di Ravalle, Casaglia e Porporana: l’invito è rivolto anzitutto ai cittadini, con «spirito di volontariato», ma l’amministrazione dovrebbe «confrontarsi in maniera partecipativa».

D’accordo sulla sollecitazione, non sulle soluzioni, si dice Pietro Turri (Pd), quindici anni nella zona Est di cui dieci da presidente: «È vero e si poteva immaginare che si sentisse la mancanza del rapporto diretto tra istituzioni e cittadinanza, al di là del buon lavoro svolto dall’assessore. Il presidente o risolveva il problema oppure spiegava perché non si poteva farlo, e le stesse indagini del Comune lo hanno indicato come primo interlocutore per i cittadini. Si dovrebbe fare di più per i paesi ma per esperienza non credo ai volontari come punti di riferimento: servirebbe una figura istituzionale, per dare continuità».

Stefano Ciervo

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