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West Nile, raddoppiati gli sciami di zanzare infetti

Alessandra Mura
West Nile, raddoppiati gli sciami di zanzare infetti

L’ultimo bollettino regionale registra un pool su 38 con presenza di virus. Positivo anche un controllo sugli uccelli migratori, ma non ci sono nuovi malati

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FERRARA. La fine dell’estate è il periodo più insidioso per il diffondersi della West Nile e il conseguente rischio di nuovi casi di infezione umana. La lotta alle zanzare, insetti vettori del virus, conosce la sua massima intensità all’inizio della stagione, e non è stata rara, in passato, l’insorgenza di nuovi casi di febbre del Nilo durante l’autunno.

I dati registrati dall’ultimo bollettino regionale sulla sorveglianza della West Nile, del 24 agosto, sembrano confermare questo quadro, perché indicano senza ombra di dubbio che la presenza del virus tra le zanzare che gravitano nel nostro territorio è di fatto raddoppiata.

Il bollettino precedente, datato 12 agosto, aveva registrato 4 pool di zanzare infette su 324: circa uno su 80. A distanza di appena dodici giorni la situazione segna un netto peggioramento: su 377 pool di zanzare culex pipiens esaminati, 10 sono risultati infetti (ovvero con la presenza di insetti portatori del virus), e la proporzione è balzata a un caso su 38.

Anche sul fronte dei controlli rivolti all’avifauna selvatica, la nostra provincia ha registrato una differenza rispetto alla rilevazione precedente: a metà agosto le verifiche su 99 corvidi e altri 157 uccelli di varie specie aveva avuto esito negativo, mentre a distanza di meno di due settimane il monitoraggio, salito a 113 corvidi e 217 volatili di altra specie ha evidenziato una positività al virus. Nessun altro caso di infezione umana con complicanze neurologiche è stata invece riscontrata nel Ferrarese: la statistica resta ferma all’unico malato ricoverato il 9 di agosto, l’anziano pescatore di Portomaggiore che potrebbe aver contratto il virus anche in una delle tante battute di pesca fuori provincia. L’anziano era stato ricoverato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, e il decorso della malattia aveva poi scongiurato gravi conseguenze. Il bollettino regionale dei pazienti, però, si è ampliato con la scoperta di un ulteriore caso a Modena, che ha fatto salire a sei il numero complessivo di persone con la West Nile dall’inizio dell’estate.

Non poteva che peggiorare nel Ferrarese, infine, il Vector Index, il parametro che indica il rischio di presenza di vettori infetti in una provincia, ottenuto combinando il tasso di infezione dell’insetto vettore con l’abbondanza dello stesso. Il Vector Index è infatti salito da 0,05 a 0,16: comunque ancora lontano dalla soglia di rischio di malattia neurologica, fissata a 0,50. In regione i territori più a rischio, in questo senso, risultano essere Reggio Emilia (0,48, in calo rispetto all’1,02 precedente), Modena e Bologna. Ferrara, in ogni caso, resta ancora classificata nella fascia di rischio medio di insorgenza di epidemia West Nile per le prossime due settimane.

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