Con l’app per il divorzio fai-da-te si può anche giocare a essere Vip
La vita di coppia è fatta di alti e bassi. Si sa che le lettere d’amore si scrivono all’inizio di una storia amorosa e che nessuna di esse finisce con scatole di cioccolatini o rose. «L’amore è...
La vita di coppia è fatta di alti e bassi. Si sa che le lettere d’amore si scrivono all’inizio di una storia amorosa e che nessuna di esse finisce con scatole di cioccolatini o rose. «L’amore è gratis, il divorzio no» recita lo slogan di iDivorzio, un’ app che prende virtualmente il posto di un avvocato in tema di: affidamento dei figli, assegno di mantenimento e spese processuali. «In verità no - controbatte Gianluca Busi, ferrarese, Ceo di 22HBG, la digital company che ha realizzato l’app -, perché l’elemento umano, l’arbitrio e la diversa importanza che le leggi e le culture attribuiscono al divorzio difficilmente diventeranno parametri di un database». Resta il fatto che l’evoluzione di iDivorzio sta procedendo verso un mondo esperienziale che faciliterà la vita delle coppie scoppiate e magari regalerà loro anche un sorriso. Infatti, è anche possibile giocare sostituendosi ai Vip, con i loro maxi stipendi e immaginare come sarebbe la nostra vita da ‘mantenuti’. «Per farlo, abbiamo esaminato tutte le casistiche con il supporto di un avvocato». Ecco come funziona, partendo dall’inserimento di questi dati: il proprio guadagno mensile e quello del partner, ipotizzare, nel caso ci siano dei figli, a chi verranno dati in custodia, quanto ci si sente colpevoli e quanti avvocati si vuole che gestiscano la pratica. A questo punto, l’app può calcolare una stima approssimativa, ma sufficientemente realistica su: durata (in anni) del processo, ammontare dell’assegno che si dovrà corrispondere al partner (o che si riceverà) o le spese legali che si dovranno sostenere. «In 4 anni l’app ha fatto quasi 1 milione di download, con picchi significativi nel periodo del divorzio Berlusconi-Lario – prosegue Busi -; molte radio, giornali (La Repubblica) e riviste (come Marie Claire Italia) ci hanno richiesto interviste. I nostri guadagni, invece, sono stati principalmente in termini di visibilità che pagandola ci sarebbe costata circa 150.000 euro». Altre app di successo di 22HB sono: FMWorld (tra le prime 20 app di musica più scaricate), Australian Gold Italia (guida alle spiagge italiane e consigli sui prodotti da utilizzare a seconda del proprio fototipo), Radio Zeta L’Italiana (RTL), TX Control (per il controllo degli oggetti nel contesto IOT Internet Of Things). «I nostri maggiori clienti sono IlSole24Ore, Mediaset, R101, RTL102.5, Radio Bruno, Radio Maria, Radio Studio Più, Radio Number One, Verizon, Elenos – conclude Busi - Oltre a questi ci interfacciamo anche con clienti che necessitano di app e siti web basati più sul brand content, come Australian Gold, Aviva, Clinica Bernardini, Noce moscata Il cuoco a Casa Tua. Abbiamo clienti anche esteri come 305 Broadcast a Miami e Headway High Technology in Sudan». Insomma, capiremo di vivere davvero nel futuro quando con uno smartphone riusciremo a controllare e gestire cose che una volta ci avrebbero portato via molto del nostro tempo libero. E in parte lo stiamo già facendo.
Corrado Magnoni
2 - continua
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