La Nuova Ferrara

Ferrara

«Se Errani chiama, ho la valigia pronta»

di Marcello Pradarelli
«Se Errani chiama, ho la valigia pronta»

Alfredo Bertelli pronto a dare una mano al “suo” presidente. «Il modello Emilia non esiste. Per ricostruire bene servono anni»

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Al seguito di Vasco Errani nel Centro Italia colpito dal terremoto potrebbe arrivare da un giorno all’altro Alfredo Bertelli, che per anni in Regione è stato il primo collaboratore di Errani nelle vesti di sottosegretario alla presidenza. E anche quando Errani, dopo il terremoto del 2012, venne nominato commissario per la ricostruzione, il ferrarese (anzi copparese) Bertelli è stato il suo alter ego fino alla fine del 2014, quando si è votato per eleggere il nuovo presidente dell’Emilia Romagna.

Errani e Bertelli, per l’affiatamento politico-amministativo che li lega, formano già una piccola squadra, che molto probabilmente è destinata a ricomporsi. Ieri mattina, un’ora dopo l’ufficializzazione della nomina di Errani a commissario per la ricostruzione da parte del governo, e prima della conferenza stampa di Errani, parte questa telefonata a Bertelli.

Buongiorno Bertelli, che ne pensa dell’incarico appena conferito a Errani?

Sono contento per Errani e per i terremotati. Ritengo che il governo abbia fatto una scelta più che giusta.

Perché così si può replicare il modello Emilia Romagna della ricostruzione?

L’Emilia Romagna non ha un modello suo, dopo il sisma che ha colpito le nostre terre abbiamo fatto tesoro delle esperienze precedenti e abbiamo chiesto il contributo di persone esperte che avevano lavorato ai piani della ricostruzione, in questo modo abbiamo potuto calibrare meglio scelte e decisioni ed evitare quanto più possibile errori. Non esiste un modello perché ogni terremoto è un’esperienza a sè, dalla quale però si può imparare. La specificità del nostro terremoto è stata quella di aver colpito un tessuto produttivo importante che valeva il 2% del Pil nazionale. Noi abbiamo deciso che non si potesse affrontare la ricostruzione delle aziende e delle case senza una cabina di regia che coinvolgesse i sindaci e le Province.

Ha funzionato?

Direi proprio di sì. Credo che per il Centro Italia, dove bisognerà tenere insieme quattro Regioni, si debba fare altrettanto.

Nel caso lei è pronto per dare una mano?

Se Errani mi chiama ho già pronta la valigia. Se c’è da dare un contributo, lo darò volentieri. Dalle zone del Centro Italia abbiamo avuto aiuti e solidarietà nel 2012, questo è il momento di ricambiare e di rendersi utili per gli altri.

In attesa della telefonata di Errani, può parlarci del criterio “come era dove era” che ha guidato la ricostruzione nel Ferrarese e nel Modenese e che si adotterà anche ad Amatrice e dintorni?

È un criterio importante che però va attuato “cum grano salis”, poichè non sempre è possibile ricostruire nello stesso posto rifacendo sempre le cose uguale a prima. I paesi colpito dal terremoto del 24 agosto sono in gran parte centri con caratteristiche storiche, con un’urbanistica di pregio e in teoria vanno ricostruiti “dove erano e come erano” affinchè se ne conservi l’identità. Bisogna anche sapere che ci vuole tempo per ricostruire un paese come era prima. Dall’esperienza dell’Emilia Romagna si può attingere molto anche sul piano normativo e procedurale, ma avendo chiaro che sono situazioni diverse, pianura qui, montagna là con Comuni di duemila abitanti che hanno anche 50 frazioni, con tante secondo case. In Comuni piccoli a volte è anche difficile che vi sia disponibilità di apparati tecnici adeguati per affrontare il complesso lavoro della ricostruzione.

Alan Fabbri è stato molto critico sulla nomina di Errani e sulla ricostruzione in Emilia. Le leggo le sue dichiarazioni (le stesse riportate qui sotto, ndr). Sorpreso?

Cosa vuole, un po’ di polemica politica ci sta anche...Ma Fabbri, da sindaco di Bondeno, è stato fin dall’inizio nel Comitato istituzionale, al quale ha partecipato sempre senza votare contro una sola volta. È intervenuto anche alle numerose conferenze stampa e non l’ho mai sentito brontolare, neanche con me personalmente, che l’ho supportato al pari di ogni altro sindaco. Io posso dire che l’Emilia Romagna ha le risorse a sufficienza per completare il lavoro della ricostruzione e che solo uno in malafede può far credere che in 3-4 anni si fa tutto. Abbiamo seguito - e condiviso - delle priorità: scuole, aziende, strutture pubbliche, pochi Map...Questo è. Certo vi sono famiglie ancora in attesa di entrare nelle loro case, ma nessuno è sulla strada, nessuno. Il mio amico Fabbri, se vuole, può andare a chiedere in Veneto e in Lombardia, nella vicina Mantova a che punto stanno, anche loro sono stati colpiti, in modo meno grave, dallo stesso terremoto.

Non è sorpreso ma un po’ piccato sì.

Nessuno di noi è un mago e guardando indietro vedi che si poteva anche fare di più e meglio. Ma è stato fatto un lavoro positivo, da parte di tutti, di Errani come dei sindaci della Lega e di Forza Italia, con i quali abbiamo collaborato strettamente. So come va la politica, ma a volte queste cose andrebbero valorizzate invece che limitarsi a denigrare. Anche sulla trasparenza abbiamo dato un segnale, sul sito della Regione è rendicontata ogni donazione, anche chi ha dato 10 euro sa a cosa sono stati destinati i suoi soldi.

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