«Incapace di intendere, ma pericoloso»
Chiesto il processo immediato. Per il perito uccise in stato di delirio la moglie malata e potrebbe compiere altri gravi gesti
Uccise la moglie la mattina del 5 aprile scorso, con una ferita mortale alla gola, appena dopo essersi alzato, nella casa di Quacchio, in via Paracelso.
Viveva per lei, Francesco De Scisciolo, 74 anni, ex ingegnere pensionato conosciutissimo in città per il suo lavoro di volontariato all'Unitalsi. Ma quella mattina - disse poi agli inquirenti che lo interrogarono - «era stato il demonio» a decidere per lui, ad uccidere la moglie Elena Salmaso, 73 anni, malata da tempo: una malattia che lo aveva legato ancor di più, ma giorno dopo giorno, la sua presenza accanto a lei seppur aiutato da badanti, lo ha portato a diventare un'altra persona. Fin dai primi momenti, gli inquirenti avevano valutato che c’era ben poco da indagare: non era un caso giudiaziario, bensì psichiatrico.
E la perizia cui è stato sottoposto dallo psichiatria della procura, Renato Ariatti, non ha fatto altro che confermarlo: mentre uccideva la moglie, De Scisciolo era incapace di intendere e volere. Ma oggi questo suo stato di incapacità lo porta - anche e soprattutto - ad essere pericolo per sè e per gli altri. Un pericolo che lo stesso psichiatra ha sottolineato nella perizia consegnata al pm Giuseppe Tittaferrante che ha così deciso di chiedere al giudice il processo immediato.
Un pericolo, concretizzato agli inquirenti, esemplificando sul fatto che purtroppo per il suo stato di prostrazione, non ha autocontrollo e autogestione: potrebbe, ad esempio compiere atti gravi, se fosse lasciato da solo. Da qui la decisione di fare il processo subito, senza tappe intermedie (davanti al giudice preliminare), e che dovrà valutare, certo la non punibilità del pensionato vista la sua incapacità di intendere e volere mentre uccideva la moglie. Ma aspetto importantissimo si dovrà indicare come e dove ospitarlo.
Attualmente De Sciciolo vive in un clinica sottoposto ad un misura cautelare provvisoria: una sorta di arresti nella struttura. Ma nel futuro prossimo i magistrati dovranno reperire una struttura idonea alle sue condizioni, alla luce del fatto che i tristemente famosi Opg (ospedali psichiatrici giudiziari), per fortuna, sono stati chiusi. Una struttura dunque adatta alle sue condizioni psichiatriche. Manifestate fin dai primi momenti, quando sotto choc e in stato confusionale, il pensionato aveva tentato di raccontare a magistrato e carabinieri, con frasi senza senso, i motivi che lo avevano spinto a togliere la vita alla donna con cui aveva diviso la sua vita. E dopo averlo fatto, prese l’auto da Quacchio e si presentò ai carabinieri del Comando di via del Campo: «Sono Francesco De Sciciolo e ho ucciso mia moglie». Ma delirando, poi con le persone presenti quella mattina ripeteva: «non sono stato io a farlo, ma il demonio». Dunque gli inquirenti che fin dalle prime ore hanno gestito il caso nel modo più umano possibile, pur rispettando il codice (siamo di fronte ad un omicidio) ora dovranno trovare la soluzione più adatta per il pensionato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
