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«La locomotiva Emilia può far crescere l’Italia»

«La locomotiva Emilia può far crescere l’Italia»

Bonaccini (presidente Regione): 35mila posti di lavoro in più solo nel 2016 A Ponte il vice ministro Bellanova: disoccupati in calo, ma non sono soddisfatta

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L'Emilia Romagna si conferma una terra di eccellenze, dal settore manifatturiero a quello turistico, che ha dato prova di saper far fronte alla crisi e di reagire al terremoto del 2012. È la visione resa l’altra sera su lavoro, sisma, economia, alla Festa del Pd di Ponte da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, e dalla vice ministro dell'economia Teresa Bellanova, nel corso del dibattito dal titolo "Fondata sul lavoro". «Se l’Emilia Romagna continua a essere una locomotiva, può dare una mano all'Italia a crescere»,così il Bonaccini, a proposito delle potenzialità della regione». In Emilia, secondo quanto riportato dal governatore, la disoccupazione è passata dal 9% al 7,7%, variazione equivalente a 35mila posti di lavoro in più nel 2016. «Il 23 settembre inaugureremo la prima fabbrica Philip Morris a Anzola Emilia», e poi c’è la positiva esperienza dello stabilimento di Luis Vuitton, insediato proprio a Gaibanella, «qui gli artigiani calzolai, insegnano a fare a mano le scarpe , e 120 giovani sono già occupati, 43 lavorano altrove perché richiestissimi». La filosofia del patto di lavoro è fatta quindi di «sostegno al manifatturiero, ricerca, investimenti,innovazione. Si è concluso un cantiere di lavori sulla costa da Comacchio alla Romagna di 20 milioni di euro, 18 cantieri e in pochi mesi entro giugno era tutto finito. Per i prossimi 3 anni stanzieremo 140 milioni per interventi edilizi sulle scuole». Il settore nel quale bisogna lavorare di più è quello delle infrastrutture: «Per la Cispadana entro la fine dell'anno ci sarà l’ultimo passaggio, che correggerà gli errori tra Alberone e Cento», ha spiegato Bonaccini.

Il vice ministro Teresa Bellanova ha incontrato prima del dibattito ha incontrato le Rsu e gli amministratori locali per fare il punto sulla situazione del lavoro nel territorio, in particolare di petrolchimico oltre che di Berco e Lamborghini Calor. «Lavoriamo per un futuro di rilancio produttivo e occupazionale. Il petrolchimico è un settore fondamentale, per questo intendo riaprire il tavolo di settore sulla chimica. Eni entro fine mese presenterà il nuovo piano industriale, che include la chimica verde». La viceministro ha evidenziato come il settore manifatturiero e della chimica vadano rafforzati. Per quanto riguarda i dati che indicano in 63mila i posti di lavoro persi, la viceministro riporta l'attenzione sulla stagione delle riforme, e sul fatto che «tra la riforma e oggi 585mila persone hanno avuto un lavoro stabile. Alcuni erano posti nuovi, altri erano trasformazione di contratti da tempo determinato a tutele crescenti. Oggi il tasso di disoccupazione giovanile è passato dal 43,6% dell'aprile 2014 al 39%. Non sono soddisfatta, ma abbiamo iniziato un percorso che ci fa uscire dal tunnel». Bonaccini ha anche commentato la nomina di Vasco Errani a commissario per la ricostruzione. «Due le cose che potranno essere prese a modello dall’esperienza emiliana: tendopoli solo per l’emergenza e nessuna new town, ma una ricostruzione fatta senza disperdere l’identità dei territori».

Veronica Capucci

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