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il caso fotovoltaico e il crac Spal 1907

«Operazione regolare, nessuna bancarotta»

«Operazione regolare, nessuna bancarotta»

Il legale di Turra Energia, l’avvocato Maruzzi: beneficio ai creditori, 500mila euro l’anno

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Il crac dellaSpal 1907 di Cesare Butelli e le vicende legate al caso fotovoltaico diventano sempre più un pasticcio, che si arrrishisce di «equivoci giudiziari». Così sottoleina unbo dei legali interessato, l’avvocato Claudio Maruzzi, difensore di Remo e Luca Turra, due degli indagati nella inchiesta bis per bancarotta dissipativa.

Il legale spiega che «la vicenda fotovoltaico sta assumendo dimensioni sempre più abnormi a causa di equivoci a catena che si sono succeduti». Equivoci dovuti «ad una erronea valutazione di molti aspetti tecnico-amministrativi propri del settore del fotovoltaico e ad una lettura non corretta di particolari rilevanti della vicenda». L’abnormità della situazione si sarebbe ulteriormente accentuata - spiega il legale - per effetto della iniziativa assunta dal Fallimento Spal 1907 (curatela e legali, oggi parte civile nei processi, ndr) che ha determinato la Procura ad aprire un fascicolo ipotizzando una nuova ipotesi di bancarotta fraudolenta estesa a tutti gli imputati, che dovrebbe riguardare l’intera operazione fotovoltaico (la notizia publbicata dalla Nuova Ferrara ieri sull’inchiesta bis, ndr) ».

In realtà secondo Maruzzi «l’operazione è frutto di una iniziativa industriale del tutto regolare e lontana dalle logiche predatorie che si tendono ad accreditare e che si è articolata attraverso complesse trattative anche condizionate dalle modifiche normative di quel periodo, che hanno visto una progressiva riduzione degli incentivi pubblici al fotovoltaico». Tanto per capirci, spiega il legale «occorre ricordare come è notorio che Spal 1907 mai avrebbe potuto gestire direttamente l’impianto, ma soltanto sfruttare gli utili prodotti dagli imprenditori bresciani; l’ipotesi della “svendita” a costoro è del tutto surreale, frutto di “numeri” disancorati dalle logiche proprie di progetti industriali e finanziari del settore del fotovoltaico, “numeri” che non potranno reggere ad analisi tecnicamente adeguate». Insomma, «ribadisco con forza - sottolinea - che l’intera operazione, a suo tempo benedetta da Comune e Provincia, è stata condotta nella piena legalità e in essa sono stati investite dalle società bresciane cifre enormi (attorno ai 50 milioni), operazione che emergerà in tutti i suoi dettagli nei vari procedimenti in corso e rispetto alla quale è assolutamente insensato pensare che i Turra avessero un anche minimo ruolo, o anche lontano interesse, nelle presunte condotte distrattive attribuite a Butelli (un presunto acacordo tra Butelli e i Turra, ndr)». «Un cosa è certa - richama Maruzzi - Oltre che Herambiente, che ha messo a reddito una discarica esaurita, trovandole una destinazione insperata, chi sta beneficiando e beneficierà degli effetti dell’operazione sono proprio i creditori del Fallimento Spal 1907, che incassano ingenti somme mediamente attorno ai 4-500.000 euro all’anno per vent’anni (una vera e propria manna dal cielo), esclusivamente grazie al trenta per cento degli introiti dalla vendita dell’energia prodotta dall’impianto, frutto dei complessi accordi tra Butelli e Turra Energia». «Allo scadere dei vent’anni - ricorda Maruzzi - il Fallimento acquisirà la titolarità dell’impianto al prezzo di 1 euro, potendo introitare il 100% del ricavato della vendita dell’energia per ulteriori cinque anni».

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