Sconfinamenti e furti di novellame
Pescatori di vongole sul piede di guerra: dobbiamo fare la guardia alla nursery giorno e notte, servono controlli
Le prime vongole sono nate in Sacca a Goro e la situazione nella nursery è molto calda: «Ci rubano tutto». Da qualche giorno la tensione è altissima, tanto che una delegazione di pescatori si è precipitata giovedì sera nella sede della Capitaneria di Porto per chiedere interventi diretti e immediati. «Vengono a rubarci il novellame - dicono con forza i pescatori - Noi lavoriamo, ci spacchiamo la schiena, spendiamo soldi e ci atteniamo scrupolosamente alle regole. Loro si godono l’estate e a settembre arrivano e si portano via ceste su ceste di prodotto...». La domanda sorge spontanea. Loro chi? «Loro, loro. Mica possono arrivare da Palermo in barca a Goro. Sono quelli che abitano qui vicino, anche molto ma molto vicino e che conoscono perfettamente le nostre abitudini e il territorio». Senza troppi giri di parole, il contrabbando di vongole avrebbe ripreso le dimensioni degli anni d’oro, quando i controlli erano pochi (forse non a caso) e la normativa inesistente. «In tutta questa storia - continuano dalla cooperative - deve essere chiaro che gli uomini della Capitaneria sono dalla nostra parte e ci stanno aiutando tantissimo. Senza di loro sarebbe già guerra aperta». Purtroppo la modovedetta della Gaurdia Costiera sarebbe fuori uso da qualche giorno per motivi tecnici. «Non molliamo mai. Prima uscivamo solo di notte, adesso facciamo i turni e non abbandoniamo mai le concessioni. Ma quelli sono sempre qui e in attimo rubano ceste su ceste di prodotto, anche perché lo stesso non è solo in nursery ma se ne trova anche all’esterno». Ogni cesta può contenere fino a tre chili di novellame e generalmente viene venduta sul mercato nero (nelle regioni limitrofe) a circa 50 euro. «Ne rubano anche 150-200 al giorno - denunciano dalla Sacca - Adesso sono piccolissime e chi le compra le pianta in mari “migliori” del nostro per la loro sopravvivenza. Non ci sono granchi, alghe, insomma stanno meglio e la vongola di Goro cresce altrove con guadagno facile». E ancora «Tra trenta giorni circa il prodotto è perfetto per essere venduto perché arriva alla taglia ottimale. E mentre “loro” fanno soldi facili, noi abbiamo le mani legate». A quanto pare, infatti, anche la Capitaneria non riesce a fare molto. «A Chioggia, solo per fare un esempio, se qualcuno viene sorpreso a pescare in zona non autorizzata, può vedere anche il sequestro dell’imbarcazione e sono davvero dolori grandi. Qui al massimo c’è la contravvenzione...sai che paura! Guadagnano cifre esorbitanti rubando agli altri...». Possibili soluzioni? «Non le vogliamo dire. Certamente la Regione deve farsi carico di questa situazione. Comune e Guardia Costiera non hanno gli strumenti giusti. Qui però gli animi sono molto caldi, potrebbe diventare anche un problema di ordine pubblico. Noi lo stiamo denunciando in tutti i modi, abbiamo più volte rotto il silenzio così che nessuno ci possa dire che non sapeva o che non aveva capito. Lo ripetiamo, a Goro la situazione è grave. Fate qualcosa».
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