Impegno di altruismo nel ricordo di don Pietro
Grande partecipazione alle iniziative per l’anniversario della morte del parroco Consegnato alla Ferioli il riconoscimento alla generosità. La messa con il vescovo
CENTO. «La generosità è un investimento sicuro. La vita ha valore solo se è donata. La carità è meglio farla... che riceverla. Il mondo non finisce a Porta Pieve. Quattro frasi, che ripeteva spesso don Pietro e sono il suo testamento per tutti noi». Proprio per dar forma alla grande generosità di don Pietro Mazzanti, la parrocchia di San Pietro ha dato vita al 1° Riconoscimento alla generosità don Pietro Mazzanti.
In occasione del 1º anniversario della scomparsa dell'amato parroco, l'arcivescovo di Bologna monsignor Matteo Maria Zuppi ha consegnato la targa a Maria Grazia Ferioli, che da oltre 20 anni dedica la sua vita alla Casa degli Angeli Custodi. Tra gli applausi, la consegna anche del contributo di mille euro per l'arredo di una nuova cameretta per la Casa famiglia che ospita bambini in difficoltà. Nel ringraziare, la Ferioli ha spiegato: «Noi siamo una delle espressioni della generosità di don Pietro. Lui ci ha aiutato tanto perché potessimo avere una casa dove accudire i più piccoli. Tra tante difficoltà, la nostra è una grande famiglia dove la generosità è davvero di casa». Prima alla messa, poi all’inaugurazione nel Teatrino della mostra “La Tua Parrocchia, la Tua Casa”, e infine alla cena accompagnata dal canto di Monica Minarelli & Amici, tanti centesi hanno partecipato alle iniziative di “Un anno con te...”, organizzate da don Giulio Gallerani e da un gruppo di parrocchiani (Erika Bergamini, Giuseppe Alberghini, Gaetano Soriani e Andrea Balboni) per ricordare il parroco scomparso. «Don Pietro - ha detto don Giulio - continua a essere tra noi ogni giorno. Tutto ciò che ci ha donato e che ancora oggi sta regalando, ci permette di guardare al futuro con fiducia». Nel cortile tantissimi centesi, i familiari del sacerdote, il sindaco Toselli, rappresentanti delle forze dell'ordine e una distesa di scout, presenti alla celebrazione presieduta dal vescovo: «Ringraziamo don Pietro, e il Signore che ce lo ha donato: ha fatto parte della vita di molti di voi, nei momenti importanti lui c'era. Era sempre qui, disponibile per tutti. La sua, una vita donata che durerà per sempre, e un amore fedele. Per lui, nonostante la malattia, l'amore era una medicina: sino alla fine andava ad Estate Ragazzi e ai campi in montagna. L'amore per gli altri, fa star bene. E questo è sempre stata la vocazione di don Pietro, l'incarico che il Signore gli ha dato. E lui, lo ha vissuto con gioia e serietà. Don Pietro è sempre stato un uomo generoso, e che sapeva far tutto, capacità che contraddistingue gli umili. In questa chiesa, si è messo al servizio della sua famiglia, per far crescere spiritualmente, e non solo, la sua comunità. Perché tutti voi siete stati la sua famiglia». Prima dell'inaugurazione della mostra, che rimarrà aperta fino all'11 settembre, dal vescovo il saluto a don Giulio in partenza per la parrocchia di Rastignano. E il 23 ottobre alle 17, l'arcivescovo sarà a Cento per affidare a monsignor Stefano Guizzardi l'incarico pastorale della parrocchia di San Pietro. (b.b.)
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