Nuovi profughi? Dai privati fuori città
Il sindaco Tagliani ha chiesto di escludere il territorio comunale. Il prefetto: giusto, ne terremo conto nei limiti del possibile
FERRARA. Ieri sono arrivati a Ferrara altri 18 richiedenti asilo che saranno smistati nelle prossime ore in appartamenti sparsi per la provincia. Si tratta del contingente che era stato bloccato per alcuni giorni a causa della saturazione delle strutture di accoglienza messe a disposizione di coop e associazioni che gestiscono l’emergenza, la cui situazione non è cambiata di molto. La novità che ha sbloccato la situazione, messa a punto al tavolo prefettizio che l’altro giorno ha varato la “cabina di regia” sull’immigrazione, è la disponibilità dei privati ad accogliere queste persone, in base alle risposte al recente bando del rappresentante di governo. «Sarà un appuntamento periodico, quello della cabina di regia, per incrociare le disponibilità dei privati e le esigenze di ospitalità, poi sarà il Prefetto a contattare i singoli comuni» spiega così la nuova procedura Angela Alvisi, presidente Asp. I sindaci, quindi, avranno meno voce in capitolo sulla dislocazione dei richiedenti asilo.
La voce del territorio non è però del tutto azzerata, e lo dimostra il fatto che dal primo vaglio di disponibilità saranno esclusi gli appartamenti della città: una svolta arrivata non a caso dopo il “pasticcio” di Gaibanella. «Il sindaco di Ferrara ci ha posto un problema reale, visto che la città sopporta il peso maggiore dell’accoglienza - riconosce il prefetto Michele Tortora - Ci ha chiesto quindi di non tener conto della disponibilità di strutture private all’interno del suo comune, e noi cercheremo di farlo, nei limiti del possibile. I problemi dei centri terremotati? Siamo d’accordo che non sia il caso di gravarli eccessivamente e quindi ne terremo conto. Aggiungo sempre “nei limiti del possibile”, perché poi questi richiedenti asilo ce li mandano e noi dobbiamo trovare loro sistemazione». Nelle valutazioni della “cabina di regia”, gli altri comuni già saturi sono Codigoro e Fiscaglia.
La nuova disponibilità dei privati sarà sufficiente per i nuovi arrivi? «Le previsioni indicano un centinaio di nuovi ospiti, la risposta al bando è stata confortante e se tutte le strutture offerte dai privati (meno di una ventina le proposte, ndr) si riveleranno adeguate, dovremmo riuscire a soddisfare le nostre esigenze» è il calcolo del prefetto. Diversi soggetti hanno offerto più di un alloggio, quindi la disponibilità di nuovi posti si avvicina in effetti ai numeri desiderati. Ci sono però problemi legati alle tipologie di alloggi, visto che molti dei prossimi arrivi dovrebbero essere donne e nuclei familiari, e di tempistiche: gli allacci di utenze non sono mai istantanei.
Resta inoltre il punto interrogativo sull’utilizzo degli appartamenti offerti dai privati in città, visto che l’assessore Chiara Sapigni ha ieri ribadito quanto detto dal sindaco: «Non vanno considerate le disponibilità di privati a Ferrara, siamo un comune già saturo».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
