Ricordi ed emozioni regalate da Pedrini in un’intensa serata
COMACCHIO. Come un buon vino d’annata racconta una storia intrisa di condivisioni, ricordi ed emozioni, così lo spettacolo con il format dello storytelling portato in scena venerdì sera da Omar...
COMACCHIO. Come un buon vino d’annata racconta una storia intrisa di condivisioni, ricordi ed emozioni, così lo spettacolo con il format dello storytelling portato in scena venerdì sera da Omar Pedrini nell’arena di Palazzo Bellini, ha dato il via con il botto alla seconda edizione della rassegna musicale Note di Settembre. Il richiamo all’enologia non è casuale, perché scavando tra i ricordi della propria carriera in cui, a soli 34 anni, Pedrini ha visto il baratro della morte per un problema cardiaco, spicca con forza l’enologo Luigi Veronelli, divenuto proprio in quel periodo buio, amico fraterno. Tra un brano ed un ricordo, durante la fitta conversazione tenuta dallo “Zio Rock”, così è chiamato Pedrini sin dai tempi dell'esordio con il gruppo “Timoria”, con Franz Campi, musicista e conduttore radiofonico, il pubblico numerosissimo ha potuto rivolgere quesiti direttamente all'artista sul palco. «Come ti è venuto in mente di dedicare il tuo album del 2006 Pane burro e medicine all'enologo Luigi Veronelli?», ha chiesto Campi a Pedrini... «Sono incantato dalla bellezza di questo luogo - ha ammesso Pedrini, procurandosi subito un applauso vigoroso dalla folta platea -. Quando registrai quel disco ero appena stato operato per un problema cardiaco. Adoravo gli scritti di Veronelli, perché tirava fuori delle frasi di Boccaccio per descrivere i vini, definendone uno un cavaliere errante vigoroso e robusto». Veronelli regalò a Pedrini un proprio libro con una dedica, mostrando slancio paterno ed accostandolo al figlio maschio che non aveva avuto. Dopo la morte dell’enologo, lo Zio Rock ha pensato di rendergli omaggio ricordandolo nei suoi concerti. Accompagnato dall'inseparabile chitarra Pedrini ha poi eseguito alcuni dei suoi brani celebri, composti tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni'90, che hanno portato al successo la band dei "Timoria", nella quale c’era anche Francesco Renga. «Lui poi ha fatto una brillante carriera da solista». “La follia”, che ha vinto il premio della critica al Festival di San Remo del 1991, “Sangue impazzito”, che Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro ha poi interpretato al pianoforte durante una cena tra amici nel Salento sono solo alcuni dei brani eseguiti. La rassegna, organizzata dal Comune, è diretta da Luigi Sidero.
Katia Romagnoli
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