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Profughi, il ‘tetto’ è alto Dai sindaci Pd toni diversi

Ostellato chiude come Ferrara, Paron (Vigarano): finché posso aiuto il prefetto La quota ministeriale di 880 non è raggiunta. E la Lega Nord “pattuglia” Cona

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Tra i sindaci “esuberanti” di richiedenti asilo l’affondo di Tiziano Tagliani (stop agli arrivi nel mio Comune, anche in edifici privati) viene accolto con accenti diversificati. Andrea Marchi, da Ostellato, si è messo subito in scia, proclamando ieri la sua indisponibilità a nuovi arrivi da dirottare sui comuni ferraresi inadempienti e sulle province emiliane meno accoglienti; altrove, a Vigarano e Codigoro, gli inviti sono meno perentori. Va peraltro detto che la nostra provincia non ha ancora raggiunto la quota ministeriale, sulla base dell’accordo con l’Anci, e che in effetti sono ben pochi i comuni ferraresi a potersi dire a posto dal punto di vista numerico, poiché i richiedenti asilo sono stati finora concentrati soprattutto a Ostellato e Fiscaglia, oltre che Ferrara. Sullo sfondo c’è la sfida della Lega Nord che ieri, con Nicola Lodi in testa, ha svolto un sopralluogo in via Comacchio dove, sostengono i leghisti, siano in arrivo una quindicina di richiedenti asilo da alloggiare in una struttura privata: esattamente la situazione che Tagliani ha detto di non voler più tollerare.

Sulla base dell’algoritmo (ufficioso) del ministero dell’Interno, cioè 2,5 profughi ogni mille abitanti, la provincia di Ferrara dovrebbe cominciare a protestare a quota 880 (arrotondata), che non risulta raggiunta, anche sommando agli ospiti di Mare Nostrum quelli del progetto Sprar. Ha sicuramente ragione Ferrara, che tra richiedenti asilo “fissi” e temporanei dell’hub di Pontelagoscuro ha sforato da tempo quota 332 (il 2,5 per mille sui suoi 133mila residenti). Non per nulla i toni più duri dopo quelli di Tagliani arrivano da Ostellato, che ha già più che raddoppiato la propria quota pro-capite di 15 richiedenti asilo. «Invito caldamente il prefetto a non considerare eventuali offerte di privati ostellatesi - ha spiegato ieri Marchi - e di rivolgersi anzitutto agli 8 comuni ferraresi che non stanno ospitando. Bisogna anche guardare a fuori provincia, a Forlì ad esempio, e alle Regioni che non stanno facendo il loro. Eppoi bisogna riconsiderare la politica nazionale dell’accoglienza, da noi stanno arrivando migrandi economici più che profughi in fuga dalla guerra, sarebbe il caso di scrivere una lettera a Roma». Il sindaco di Ostellato ha messo per iscritto il suo appoggio a Tagliani, una nota nella quale si chiede quali Regioni siano ancora fuori dal sistema ministeriale, e si ribadisce il concetto: «Di recente i sindaci ferraresi del Pd hanno preso una posizione decisa e condivisa: d’ora in poi dell’accoglienza futura devono farsene carico i comuni che ancora non hanno in alcun modo aderito allo sforzo collettivo provinciale e del Comune di Ferrara. Non solo: è di assoluta urgenza che si sollecitino le province emiliano-romagnole che ancora non hanno raggiunto i quorum previsti dalle indicazioni ministeriali di farsi carico delle loro quote».

Alice Zanardi, che a Codigoro è vicina al quorum, è un pelo meno drastica: «I Comuni che non hanno fatto il loro è giusto collaborino. A me non risultano comunque privati disponibili ad accogliere». E Vigarano Mainarda, già oltre le 19 presenze della sua quota, sembra ancora dialogante: «Se il problema migranti si risolvesse con un “no” lo direi subito, invece bisognerebbe che, ognuno nel suo ruolo, facesse il proprio dovere» ha twittato il sindaco Barbara Paron, che aggiunge: «Finchè riusciremo a integrare i nostri ospiti cercherà di dare una mano al prefetto».

A Cocomaro di Cona, intanto, il clima si sta scaldando: «Pronti a ripetere il caso Gaibanella se arrivano qui i profughi» avverte Lodi.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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