Bottoni: «Basta lamentarsi o i Buskers vanno altrove»
L’ideatore del festival se la prende con Musacci (Fipe-Ascom) e i commercianti che protestano per gli scarsi incassi. «Ci sono città che bussano alla nostra porta»
«Sono Stefano Bottoni e anche con una settimana di ritardo, dovuto al faticoso e abituale smontaggio di questo immenso urbano “chapiteaux” del Ferrara Buskers Festival, sono a confermare ancora una volta che abbiamo consegnato alla Città di Ferrara un bel festival, grande e importante davvero, preparato dopo un lungo e non facile, mi si creda, anno di lavoro dell'intera Associazione Ferrara Buskers Festival, con Roberta, Gigi, Rebecca, Enrica e il sottoscritto, oltre a decine di giovani durante i giorni del festival». Inizia così la lunga lettera-riflessione di Stefano Bottoni, ma l’ideatore del Buskers Festival, non ha scritto solo per incensare la sua creatura cosa che fa spassionatamente: «È venuta proprio bene questa 29ª edizione per tante ragioni e per i tanti "attori" in campo, il tempo meteorologico in primis, l'intera nostra Organizzazione e che cito tranquillamente senza pudori di peccare di autocompiacimento o di trionfalismi fuori luogo, il principio del Festival On Tour con il suo efficace potere trainante verso la nostra città, il sostegno fondamentale dell' Amministrazione Comunale, gli sponsor, tutte le Forze dell'Ordine, gli operatori commerciali vicini al festival, e perché no anche i musicisti invitati e accreditati, già i musicisti, me ne stavo quasi …dimenticando». Poi si arriva al sodo. La lettera è una specie di ammonimento ai denigratori della manifestazione e agli ipercritici: perché in Italia non mancano i corteggiatori del Buskers Festival ed è un attimo cedere alle lusinghe e alle tentazioni. Accanto ai commercianti di via Saraceno che si sono lamentati perché la loro strada non è stata lambita dai buskers, vi sono quelli di via Carlo Mayr che sono arrivati a dire che visti i magri affari che si fanno in quella settimana tanto vale rinunciare al Festival. Matteo Musacci, che è anche un dirigente di Fipe-Ascom, è tra quelli che hanno usato i toni più accesi. A chi pensa che musicisti e artisti facciano quattrini venendo a Ferrara a fine agosto, Bottoni ribatte così: «Senza giri di parole faccio presente che i musicisti buskers invitati da sempre vengono a Ferrara senza essere pagati neanche un euro, degli accreditati poi non se ne parla» si pagano tutto, «parcheggio compreso», nonostante ciò «nessuno in questi anni ha mai avuto il buon senso e non dico altro di ringraziarli pubblicamente per essere stati presenti per quasi 10 giorni nella più grande isola pedonale d'Italia a guadagno zero!»
A Matteo Musacci, Bottoni riserva un trattamento speciale. Intanto gli ricorda «che in passato ha lavorato nel festival» e dopo aver respinto «le accuse basse» lo redarguisce: «sono a chiedere al medesimo, considerando che la nostra sede non è a Copenaghen ma in via Mentessi 4, perché non è mai venuto a trovarci in ufficio? Oppure una telefonata di contatto, non per reverenza ma per parlarci e conoscere meglio le cose e le logistiche, come invece hanno fatto gli operatori di Via Saraceno? Why?».
Risponde anche alle polemiche sui gazebo che stornerebbero i guadagni altrimenti destinati a bar e pubblici esercizi: «Da sempre servono materialmente a finanziare questa nostra storica manifestazione, una voce a caso riguarda la voce Siae che nel 2015 ha toccato quota oltre euro 27.000 come un aereo nella stratosfera».
Bottoni dice anche che il Ferrara Buskers Festival è un potente strumento di promozione turistica per la città, al punto che in giro per l’Europa c’è chi conosce Ferrara come «città dei buskers» piuttosto che come «città delle biciclette». Insomma, sostiene, che i Buskers fanno bene all’economia ferrarese.
Ma - avverte Bottoni - «se sulle economie di questo fantastico festival si dovesse accendere la preoccupante spia della riserva sarà più che urgente e opportuno sederci velocemente tutti intorno a quel tavolo che il signor Musacci ha evitato». Si è arrivati a 29 edizioni e non sta scritto da nessuna parte che si arrivi a 30: «Andiamo verso una edizione particolarmente significativa - dice da ultimo Bottoni - e allora basta lamentarsi così a macchia di leopardo, stiamo e state vicini al festival prima che altre città si avvicinino e bussino alla nostra porta».
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