Nel telefonino i messaggi che spiegherebbero il suicidio
Il ragazzo trovato morto sul ponte del Volano è un 31enne dominicano. Recuperata la borsa con i documenti
FERRARA. Sul ponte hanno trovato i suoi effetti personali e i documenti, dentro ad una borsa appoggiata, e il suo cellulare, con diversi messaggi, inequivocabili dicono gli inquirenti, e che spiegavano il suo gesto: quello di essersi lanciato nel vuoto, impiccandosi, dal ponte sul Volano, tra la Darsena e Ingegneria. Lo hanno visto ieri mattina alle 7, molti passanti, lanciando subito l’allarme, per quel corpo inanimato appeso alle sponde del ponte. Subito sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri, i primi per recuperare la salma, i secondi per avviare le indagini. Non è stato necessario nessun sopralluogo di magistrato o medico legale, perchè la «sua»verità era in quei messaggi sul telefonino. Per gli inquirenti si tratterebbe di un gesto volontario, ma ovviamente occorrerà prima svolgere tutti gli esami di rito: l’autopsia e le indagini.
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Ma le prime indicazioni fornite parlano di suicidio e del fatto che il giovane non aveva problemi con la giustizia, particolare sottolineato per non ingenerare notizie senza fondamento e smorzare voci incontrollate. Il ragazzo, A.D.S., aveva 31 anni, di nazionalità dominicana, e a Ferrara non era molto conosciuto, nemmeno nel giro degli stranieri o delle persone assistite: erano in corso ieri le ricerche su eventuali conoscenti. Da quanto si è appreso aveva un permesso di soggiorno rilasciato a Napoli e in città non aveva parenti nè frequentazioni continue, secondo i primi accertamenti dei carabinieri. Il fatto si racconta con poco. Le prime telefonate sono giunte ai centralini dei vigili del fuco e dei carabinieri e subito si sono portati sul posto, mezzi e pattuglie. Una volta giunti sul posto, i carabinieri hanno recuperato i suo effetti personali e quel suo telefonino, ora a disposizione di inquirenti e magistrato di turno, Giuseppe Tittaferrante che ha anche ordinato l’autopsia. Per recuperare il corpo del giovane, (subito e senza attendere rilievi nè di “scientifica” nè di Medicina legale, ad indicare l’ipotesi primaria del gesto volontario) è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco che si sono imbragati, si sono fatti calare dal ponte per recuperare il corpo e appoggiarlo su un canotto in acqua, per portarlo prima a riva e poi alla Medicina legale per gli esami di rito.
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