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Pensionati mobilitati in difesa degli uffici postali

Pensionati mobilitati in difesa degli uffici postali

La Fnp: preoccupano le riorganizzazioni di un servizio utile ai cittadini. Attesa per l’udienza al Consiglio di Stato sulla chiusura a Reno Centese

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CENTO. Settimane calde per le Poste nel Centese. Da un a parte la mobilitazione che si è tenuta la scorsa settimana, con un sit in a Cento da parte di Slp Cisl, Slc Cgil e Uil Poste di Ferrara per sensibilizzare i cittadini sui rischi dell’imminente ed ulteriore privatizzazione di Poste Italiane. Dall’altra l’attesa per l’udienza fissata per il 22 settembre al Consiglio di Stato, dove sarà esaminato il ricorso del Comune di Cento per scongiurare la chiusura dell’ufficio postale di Reno Centese. Ricorso che è stato fatto, nel Ferrarese, anche dai Comuni di Masi Torello e di Voghiera, per evitare la chiusura di due uffici postali nei loro territori (a Masi San Giacomo e a Montesanto). E sulla vicenda relativa alle Poste interviene anche la Fnp Cisl. Il sindacato dei pensionati condivide appieno le motivazioni che hanno indotto i dipendenti delle Poste ad attuare, «giovedì scorso , una protesta davanti all'ufficio Postale di Cento con il messaggio: "Poste Italiane non deve essere svenduta". Come pensionati siamo infatti molto preoccupati, che tale operazione, abbia come conseguenza la chiusura di un servizio pubblico importantissimo». Il segretario territoriale del sindacato, Sergio Dalbuono, evidenzia come questa posizione sia già stata sostenuta «con le lettere aperte del 26 giugno e del 13 luglio, rimaste senza risposta, e ribadiamo che la non chiusura di un ufficio postale , come quelli di Reno Centese, Masi San Giacomo o Montesanto, sia deciso dalla magistratura (decisione del Consiglio di Stato). Come pensionati della Cisl, mentre ribadiamo di trovarci di fianco ai lavoratori delle Poste, sollecitiamo la parte politica/amministrativa a riprendere il tema degli uffici postali, come importante ed indispensabile Servizio per i più deboli».

Il problema della riorganizzazione di uffici, evidenzia Dalbuono «non può essere lasciato alla mera opportunità economica di Poste Italiane, ma come da noi detto più volte, vederne anche l'impatto sociale di un territorio e le conseguenti ricadute. Chiediamo a chi ha responsabilità politiche, sindaci in testa, di riaprire tale dibattito con il coinvolgimento più ampio della società. La nostra posizione non vuole essere pertanto, solo solidarietà con i lavoratori del settore, che sosteniamo, ma vuole essere difesa di servizi importanti per i pensionati».

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