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«Scuola e istituzioni vicine alla famiglia e al baby rapinatore»

«Scuola e istituzioni vicine alla famiglia e al baby rapinatore»

Il vicesindaco Baldini: il ragazzo va recuperato e qui ci sono centri d’aggregazione sociale in grado di farlo

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ARGENTA. «La scuola è lo strumento che meglio può agire in questo contesto. Nello specifico bisognerà stare vicino alla famiglia con particolari servizi sociali avendo cura prima di tutto del recupero del ragazzo».

Andrea Baldini, vicesindaco e assessore all’Istruzione del Comune di Argenta, è un insegnante. E come tale sottolinea il ruolo che proprio la scuola può avere per affrontare quelle che possono essere situazioni problematiche da parte dei ragazzi. Questo alla luce di quanto accaduto a San Nicolò sabato sera. Perché probabilmente a monte esiste un problema se un 13enne si prende la briga di armarsi con una pistola - anche se è una scacciacani - e infilarsi un passamontagna per poi rapinare un negozio. Quindi l'amministrazione comunale di Argenta cosa può fare visto che il giovane con la sua famiglia risiede sul territorio argentano? «Se il ragazzo ha davvero 13 anni - rileva Baldini - e quindi frequenta le medie, tutto ciò che si può fare è attraverso la scuola. Certo detta così non è di facile soluzione in quanto il sistema dei servizi sociali può intervenire e agire solo quando la situazione è ampiamente manifesta».

Intanto, ieri mattina, Baldini, proprio per affrontare al meglio l'episodio, si è recato a San Nicolò per andare a trovare il titolare della tabaccheria Crespi. Il negozio in cui il ragazzino si è fatto consegnare 265 euro e alcuni pacchetti di sigarette.

Baldini, nell’evidenziare le possibilità di intervento per il sostegno alla famiglia e per aiutare il ragazzino, fa riferimento a particolari servizi sociali, che possono essere identificati nei centri di aggregazione sociale: «Esatto - conclude - e noi nell'Alto Argentano ne abbiamo uno come il centro "L'Aquilone" di Santa Maria Codifiume, un centro con persone molto preparate e una struttutra e che da anni svolge questa lodevole attività proprio in questo campo. Un altro centro l'abbiamo a Consandolo, fors'anche meno radicato ma comunque attivo sempre come centro di aggregazione sociale. Ecco questi sono dei presìdi che possono intervenire».

Giorgio Carnaroli

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