C’è chi dice no, Vitellio è per il sì
Referendum, alla festa del Comitato contro la riforma si sono confrontati i capigruppo del Comune
La data del referendum costituzionale non è ancora stata stabilita, ma i dibattiti sulle ragioni del sì è del no fervono. All' interno della festa organizzata dalla destra ferrarese, lungo viale Alfonso d' Este, si discuterà fino a domenica delle ragioni del "no". Ieri il dibattito, moderato da Massimo Pierpaoli, ha visto la partecipazione di vari esponenti del consiglio comunale di Ferrara che voteranno no alla riforma. A spiegare invece le motivazioni del sì e a difendere la bontà della riforma costituzionale il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Luigi Vitellio, che ha sostenuto come «il referendum sia una sfida per tutti noi e di tutti noi. Questa riforma abbatte i costi della politica, si mandano a casa 1/3 dei senatori». Altro punto positivo della riforma secondo Vitellio è «il superamento del bicameralismo perfetto, che è la prima a risposta che dobbiamo dare a tutti i cittadini. Il M5s nel 2013 ha fatto un grande risultato elettorale, e 1 italiano su 4 ha votato il movimento chiedendo di tagliare i costi pubblici. Si va a cambiare la seconda parte della Costituzione, una Carta che non sa aggiornarsi perde di appeal». Il capogruppo Pd Vitellio ha spiegato come si andrà a modificare il titolo V della Costituzione, che tratta dell' autonomia delle regioni, «giusto che si stabilisca in maniera chiara i compiti di enti locali e province». Se vincerà il no «passeranno altri 20 anni prima di poter riformare la Costituzione,
Ad esporre le ragioni del no, Federico Balboni, presidente del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle, che ha spiegato come in realtà il nostro Parlamentolegifera velocemente» siamo il secondo paese dopo la Germania per produzione di leggi. La maggior parte poi ha bisogno di essere rivista. La maggior parte è approvata senza rimando, seguendo l' iter Camera-Senato-Camera». Anche Giovanni Cavicchi (Lega Nord) ha espresso la sua contrarietà al referendum. «Sono contrario per come si sta sviluppando il referendum. Si perde la rappresentanza dei cittadini in favore del risparmio, un risparmio che si aggira sui 50 milioni di euro. Si cerca di centralizzare tutto, quando invece si dovrebbe dare più voce ai cittadini». Vittorio Anselmi (Forza Italia), sostiene che su questo referendum si è fatto " terrorismo psicologico, sostenendo che se vince il sì o il no succedono catastrofi. La riforma è molto complessa, ci sono alcuni temi che condivido, altri no. La riforma del Senato non è positiva, e anche la riforma del Titolo V, che aspettavamo , rischia di creare conflitti tra poteri.Una riforma pasticciata alla quale diciamo no»Paolo Spath (Fratelli d'Italia divida due problemi: «Nel metodo e nel merito. È un colpo di Stato strisciante. Si modificano 47 articoli della Costituzione, concentrata nella seconda parte della Carta. Sul merito la riforma cambia la democrazia, in nome della governabilità».
Veronica Capucci
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