Giuristi al lavoro sulle regole per il web
Ferrara sede dell’Eli (istituto europeo di diritto): «Occasione storica, pionieri sulle norme di tutela e privacy dei cittadini»
Giuristi, studiosi di diritto, avvocati, notai e magistrati da tutta Europa dialogano da tempo e vengono coordinati dall’Eli (European Law Institute) che per due anni avrà sede a Ferrara - presso il dipartimento di giurisprudenza Unife di cui è direttore il professore Giovanni De Cristofaro - e in questi giorni ha ospitato la conferenza annuale e l’assemblea generale dell’istituto. Eli è un organismo che raccoglie interventi e studi in materia di problemi giuridici legati all’Europa e all’essere europei e «la sede a Ferrara dell’Eli - spiega Pietro Franzina, professore di Scienze giuridiche, ed esperto di diritto internazionale - è occasione storica per il nostro Ateneo soprattutto per l’interesse dei cittadini». Perchè Eli a Ferrara ha iniziato a lavorare per cercare di proporre le nuove regole che debbono vigilare il mondo digitale nell’interesse di utenti e di imprese, «regole che ovviamente debbono essere codificate dalla politica sulle quali noi studiosi siamo chiamati a proporre norme che possano essere il più comuni possibili», spiega Franzina, per una Europa che unita sul web e sulle regole che codificano il mondo digitale.
Dunque parte da Ferrara - che sarà il coordinamento per i prossimi due anni (la sede fissa dell’Eli è a Vienna, mentre ogni due anni a rotazione cambia la sede supplementare) - la sfida alla giungla di Internet e a tutte le insidie e le problematiche. «I lavori iniziati a Ferrara proseguiranno 365 giorni per tutto l’anno e possiamo dire che in questa materia, l’Europa fa la parte del pioniere, poichè il web, per tutti i problemi che comporta, pone ripercussioni su tutti e tutto: rispetto dei dati personali, privacy, diritti e doveri, regole per chiunque faccia acquisti sul web (privati) e per chi lo utilizza per ragioni economiche, a partire dalle piccole imprese». Regole nuove che l’Eli proporrà in Europa e che rappresentano «un modello che verrà seguito in tutto il mondo», spiega con orgoglio Franzina, a nome del Dipartimento di giurisprudenza.
Daniele Predieri
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