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“Le Pagine”, lavoratrici riassorbite

La coop, subentrata nella gestione dei servizi, conferma 11 addette

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COPPARO. Sono sotto gli occhi di tutti le troppe disuguaglianze, discriminazioni e divisioni che caratterizzano il mondo del lavoro. Anche nel nostro territorio. Soprattutto in caso di cambio di appalto. Per fortuna non sempre è così. «La cooperativa “Le Pagine” - subentrata nella gestione dei servizi di ausiliariato dei servizi educativi dei comuni di Copparo e Berra – ha compiuto una scelta coraggiosa ed in netta controtendenza rispetto all'usuale comportamento di altri datori di lavoro privati nel caso di subentro nella gestione dei servizi - afferma in una nota la segreteria della Funzione Pubblica della Cgil - attraverso la sottoscrizione di un accordo sindacale, le undici lavoratrici precedentemente occupate in questi servizi mantengono il proprio posto di lavoro. Ma c'è di più e di meglio. La Fp Cgil da sempre è convinta che in caso di subentro nella gestione di un appalto, il personale che in esso opera non solo non debba perdere il posto di lavoro, ma non debba vedere modificata neanche la propria tipologia contrattuale. E questo vale ancor di più nel momento in cui le riforme del governo hanno creato lavoratori con più diritti di altri lavoratori. Per questo come organizzazione sindacale cerchiamo di evitare che in caso di cambio di appalto qualcosa cambi per chi lavora lì». E la cooperativa ha deciso di seguire questa strada: per queste 11 lavoratrici rimangono in vigore tutte le tutele previste prima dell'entrata in vigore del Jobs Act. «Questa è la dimostrazione concreta che la buona cooperazione esiste e che ha come obiettivo la tutela dei diritti e del salario delle lavoratrici, in netto contrasto con il pensiero secondo cui la ripresa economica possa passare unicamente attraverso la riduzione del costo del lavoro, l'abbassamento dei salari. Con questo modo di fare impresa la Fp Cgil continuerà a ricercare il confronto ed il dialogo, consapevole che con questi datori di lavoro si ha in comune l'idea che la dignità della persona sia condizione centrale dell'idea stessa di lavoro».

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