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Nuova scuola antisismica per Bondeno

La scuola antisismica di Bondeno
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La scuola antisismica di Bondeno

Un investimento da 4,6 milioni di euro, finanziato da enti commissariali, fondi per il risarcimento del terremoto e anche contributi privati

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BONDENO. Bondeno ha ufficialmente la sua nuova scuola antisismica. Inaugurata ieri mattina, sabato 10 settembre, davanti a tutte le autorità. E’ stato questo il punto più alto di un ideale percorso di ricostruzione, iniziato all’indomani del terremoto del 2012. Che non aveva reso inagibile il vecchio plesso scolastico di piazza Aldo Moro, ma che ha messo in piedi un’autentica catena di istituzioni e di enti, che hanno contribuito ciascuno alla realizzazione del nuovo edificio. Il quale dispone di 3mila metri quadri di superficie, e tutti i crismi di sicurezza e anche efficienza sul piano energetico. Un investimento da 4,6 milioni di euro, finanziato da enti commissariali, fondi per il risarcimento del terremoto e anche contributi privati.

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Da giovedì prossimo, 15 settembre, data della prima campanella del nuovo anno scolastico, sarà frequentato dai bambini delle scuole primarie del capoluogo (che si trasferiranno qui dal plesso di piazza Aldo Moro, dalla quale sarà attivata presto una navetta per agevolare il servizio), di Pilastri e Ospitale. Sul palco per l'inaugurazione  si sono avvicendate diverse autorità: a cominciare dall’assessore alla scuola, Francesca Poltronieri, al sindaco Fabio Bergamini, che ha ringraziato tutti i presenti, ricordando che si trattava «di un grande momento per la comunità e per tutti quanti hanno creduto a quest’opera speciale, per i nostri ragazzi e per il nostro territorio». Una comunità, che si è attivata anche con una massiccia raccolta di fondi, “Arrediamo la scuola”, servita ad arredare il nuovo plesso scolastico di banchi, mobili e attrezzature di ultima generazione. Facendo sì che privati e associazioni, assieme alle Istituzioni, donassero oltre 30mila euro: l’ultima donazione, proprio ieri, con “Missione mattarello” che ha donato 7mila euro al progetto. Indubbiamente, un successo fuori da ogni immaginazione.

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«Diversamente da altri eventi sismici accaduti in passato in altre parti d'Italia – ha continuato Bergamini – l'Emilia non ha aspettato che piovessero dal cielo fondi e aiuti, ma si è attrezzata con un modello proprio e ha lavorato da subito alla ricostruzione. E' stato costruito un impianto che ha consentito di rispondere con attenzione puntuale alle esigenze manifestate dalle singole realtà. La nuova scuola di Bondeno è un monumento all'efficienza amministrativa e alla solidarietà tra comunità: in tempi stretti è stato realizzato un edificio innovativo che, lo diciamo con orgoglio, è il più bello del cratere sismico. La sicurezza è stata, ovviamente, l'obiettivo principale, pienamente raggiunto, ma non l'unico».

Dentro all’istituto, una volta tagliato il nastro, dopo la benedizione impartita sulla scuola e sui ragazzi dall’arcivescovo Luigi Negri, affiancato da monsignor Marcello Vincenzi, la gente ha potuto ammirare una mostra dal titolo “Non per la scuola, ma per la vita”, che illustra la storia dei plessi scolastici del territorio. Tra gli invitati anche Riccardo Maiarelli (presidente della fondazione Carife), Daniele Palombo (presidente Acer), mentre si sono alternati sul palco anche il consigliere regionale Ln, Alan Fabbri, e l’assessore regionale alla scuola, Patrizio Bianchi. Con Fabbri che ha ricordato che «All'indomani del sisma sembrava un miraggio la realizzazione di una scuola totalmente nuova e realizzata con tutti i criteri antisismici, invece oggi è realtà».

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Mentre Patrizio Bianchi ha precisato che: «Quel 20 maggio di 4 anni fa, quando ci siamo incontrati con gli amministratori, qua a Bondeno, c’era la paura che, insieme agli edifici, potesse sfaldarsi un’intera comunità. Non è stato fortunatamente così, anzi, nelle difficoltà la comunità si è rinsaldata. E niente più di una scuola rappresenta l’intera comunità e il suo stesso futuro». Perché la scelta di concentrare in un unico, grande polo gli istituti di via Gardenghi è stata condivisa dalle istituzioni, nei giorni difficili in cui, anche con le ordinanze commissariali, si sono posate le basi per la ricostruzione degli edifici scolastici. Ed in attesa che si conosca anche la destinazione del vecchio edificio di viale Aldo Moro, di quella scuola il polo attuale conserverà il nome, continuando a essere dedicato a “Cesare Battisti”. Il 15 settembre prima campanella per i suoi giovani frequentanti, perché il futuro  appartiene soprattutto a loro. 

Mirco Peccenini

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