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«Senza risorse non si esce dalla crisi»

di Gian Pietro Zerbini
«Senza risorse non si esce dalla crisi»

Benatti, direttore Cna, lancia l’allarme sull’economia ferrarese sempre stagnante: stiamo perdendo tempo, così non va

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A marzo aveva lanciato la proposta di un tavolo di convergenza tra pubblico e privato nel Ferrarese per uscire da una lunga crisi e cercare nuove vie per lo sviluppo. Ma a distanza di sei mesi Diego Benatti, direttore provinciale della Cna, nota che la situazione è ancora più incerta e stagnante e che poco o nulla è stato fatto per cercare nuove forme di sviluppo. Ospite in redazione alla Nuova Ferrara, Benatti dal suo osservatorio privilegiata traccia un quadro preoccupante della situazione economica ferrarese e invoca provvedimenti e soluzioni urgenti per cercare di uscire da un lungo tunnel.

Direttore, la tanto auspicata ripresa dell’economia ancora non si percepisce a Ferrara, anzi la situazione appare alquanto stagnante. Come vede l’attuale fase, anche a distanza di sei mesi da quando lei lanciò un appello per trovare nuovi strumenti di sviluppo?

«Il problema in effetti è enorme. La situazione economica nazionale certamente non aiuta: abbiamo la crescita a zero, i tassi di interesse a zero, i consumi stagnanti così come l’inflazione. Il Paese è fermo, dalle mia parti dicono “barca ferma non governa”, senza movimento si rischia di andare a sbattere contro gli scogli. Inutile dire che in questo contesto, in un territorio debole come quello ferrarese, la situazione non può che arretrare. Questa purtroppo è la realtà».

Avevate chiesto un punto di incontro comune...

«Ribadisco, la posta in gioco è molto alta e non c’è più tempo da perdere in chiacchiere. In questo territorio sono via via venuti i mancare i principali strumenti per il reperimento delle risorse. A cominciare dalla banca cittadina e dalla Fondazione, per poi riprendere il discorso della Camera di Commercio, che in un futuro prossimo non potrebbe più avere soldi per sostenere l’economia locale, per non parlare della smembramento dei ruoli della provincia, sono rimasti solo gli enti locali».

Quindi?

«A questo punto serve una terapia diversa per il territorio. Se sei fermo e non hai politiche per lo sviluppo, con la scarsità delle risorse che vengono mancare, occorre cambiare subito registro».

Già, le risorse, ma chi le mette a questo punto?

«A livello nazionale occorre alimentare lo sviluppo, finendo inevitabilmente per indebitarsi. A livello locale è giunto il momento di puntare decisi sulle operazioni di privatizzazione e liberalizzazione e coinvolgere le risorse del territorio su alcuni progetti di sviluppo. Questa città e l’intera provincia stanno ottenendo buoni risultati sul piano della cultura e del turismo, ma non c’è solo quella. Manca ad esempio una vera politica industriale».

Chi dovrebbe farla?

«A mio avviso il presidente della Provincia dovrebbe convocare gli stati generali dell’economia dove mettere a confronto sindaci e associazioni di categoria, su progetti precisi».

Oltre alla ricerca di risorse per lo sviluppo, quali sono a suo parere i rimedi per cercare di uscire da questa situazione stagnante?

«Entrando nel merito, penso che occorrerebbe abbassare la pressione fiscale a livello nazionale, mentre sul piano locale si deve puntare maggiormente sulle infrastrutture tecnologiche, aumentare la connettività. Poi paghiamo anche il cronico ritardo delle infrastrutture viarie. Non capisco tutte queste resistenze nei confronti della Cispadana».

Si parla anche di industria 4.0, quella rivolta alle innovazioni tecnologiche delle prese del settore manifatturiero...

«Il manifatturiero ha infatti un ruolo centrale nel nostro territorio e per arrivare allo sviluppo occorrono politiche di supporto».

Il settore edili è quello che ha pagato più di tutti questa crisi, anche nel Ferrarese.

«Con il nuovo codice degli appalti bisogna necessariamente puntare tutto sulla qualità».

Qualche aspetto positivo lo avrà rilevato in questi primi mesi alla guida della Cna?

«In questo 2016, approfittando anche della possibilità di incontrare oltre mille imprenditori ferraresi nel corso delle iniziative per il 70 anni della Cna provinciale, ho notato un tessuto imprenditoriale vivo, voglia di scommettere e crescere, con tutti i sindaci disponibili a puntare sulla crescita del territorio. Il problema, lo ribadisco, è la ricerca di nuove risorse per lo sviluppo. E se non entriamo in questo logica, continuiamo a perdere tempo prezioso. Serve una scossa».

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