La Nuova Ferrara

Ferrara

LA DOMENICA

UN MANTELLO PER CHI PERDE IL LAVORO

di LUCA TRAINI

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara

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FERRARA. In una sciagura l’ordine dei soccorsi è prestabilito: prima donne e bambini - istinto di conservazione codificato dalle norme sociali. Ma in questa lunga crisi che è guerra di logoramento, chi va aiutato per primo? Ciascuno ha la sua risposta. Quella che il terzo settore ferrarese riunito in Agire Sociale sta allestendo, nel suo schietto pragmatismo è un sobbalzo che fa riflettere: priorità a chi sta meno peggio, perché ha maggiori possibilità di rialzarsi. Spiazzata ogni facile morale.


C’è una povertà cronica su cui con sempre minori risorse intervengono servizi pubblici ed enti di assistenza, e ci sono persone con un passato recente di vita dignitosa, frugale ma serena, alle quali un imprevisto ha azzerato anche la fiducia in se stessi, assieme al conto in banca. Padri di famiglia finiti dall’oggi al domani senza lavoro e ammortizzatori sociali, uomini e donne rimasti senza casa né mezzi di sostentamento dopo un divorzio, gente che non sa più far fronte ad una malattia.


Invisibili, erano chiamati dieci anni fa, quando sfuggivano agli occhi nostri e ai radar dei servizi sociali con la ritrosia che arrossa il volto di chi non è abituato a chiedere. Nuovi poveri, diciamo oggi che sono così tanti che sarebbe impossibile non accorgersi di loro.

Si rivolge ad essi Agire Sociale, con un negozio attraverso cui tamponare l'urgenza quotidiana della spesa e una serie di servizi per accompagnare la ripartenza. Assistenza, non assistenzialismo: ti aiuto se ti impegni a farcela, se ti dai da fare.


Detto fuori dagli slogan, “Il Mantello” è un sostegno a tempo, da sei a diciotto mesi, dove la scadenza sta proprio a segnare l’obiettivo di tornare a camminare con le proprie gambe, ed in effetti può essere prorogata solo a chi ha chiaramente mosso i primi passi su quella strada, ma non è ancora autonomo.


La base del progetto è a Ferrara, in un locale di via Mura di Porta Po, che volontari e professionisti stanno attrezzando ad emporio solidale, una sorta di market in cui i “clienti” prendono alimentari, prodotti per l’igiene personale e ciò che serve per la scuola dei figli senza pagare. Meglio, spendendo liberamente i punti che Agire ricarica ogni mese sulle loro tessera; anche questa è una forma di responsabilizzazione, fiducia che la famiglia sappia gestirsi.


Gli scaffali sono giunti da Cento, donati dalla Coop Alleanza 3.0 che lì ha da poco rinnovato un punto vendita. La merce arriva dai magazzini delle imprese ferraresi che sottoscrivono un impegno triennale a rifornire la struttura con le eccedenze di produzione, o viene acquistata con i fondi che l’associazione raccoglie per il progetto. La stessa Coop sta formando il personale che sarà impiegato nell’emporio e promuove raccolte straordinarie come quella di oggi all’Ipercoop Il Castello dove si cercano quaderni, penne e colori per chi deve tornare in classe.


È un progetto di comunità che chiama le imprese alla responsabilità sociale. Hera, che garantisce tariffe di tutto favore per le utenze del Mantello, si è impegnata a sostenere l’iniziativa con un’azione concreta di educazione al risparmio energetico per alleggerire le bollette delle famiglie che frequenteranno l’emporio e rateizzazioni extra sui conti; Bper garantisce anche un supporto contro le ludopatie. Ci sono aziende che mettono a disposizione corsi di formazione, tirocini e stage, e professionisti che offrono consulenze ed orientamento al mercato del lavoro; è un progetto flessibile a cui ciascuno può contribuire anche con l’esperienza e le competenze proprie. È una rete sociale.


L’emporio punta ad aprire il 4 di ottobre, giornata nazionale del Dono. Il primo bando per sostenere cinquanta nuclei familiari tra il capoluogo, Voghiera e Masi Torello, scadrà a fine mese e ha raccolto sinora una trentina di domande. Tra i criteri per accedere al sostegno, un reddito minimo di tremila euro annui parametrati Isee, al di sotto del quale le possibilità di poter raggiungere l’autonomia sarebbero davvero basse, e l’obbligo di essere iscritti al centro per l’impiego, dimostrando di essere in cerca di lavoro.
Precedenza alle persone che, almeno sulla carta, hanno maggiori possibilità di rimettersi in carreggiata: la graduatoria per accedere all’emporio favorisce chi ha perso il lavoro da meno tempo e manda in coda chi ha una più lunga esperienza di disoccupazione. La morale comune è semplicemente rovesciata. Questo è pragmatismo puro. Non è mediterraneo, ma rischia di funzionare.
Buona domenica.
Luca Traini


 

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